domenica 15 maggio 2011

Un ibrido di moschata poco conosciuto: la rosa Kathleen

Oggi qui piove, ma io non mi abbandono al grigiore e mi crogiolo nella visione di qualche foto del mio giardino ancora baciato dai raggi del sole... Oggi punto la mia attenzione su una rosa pembertoniana non molto conosciuta ma che mi ha dato grosse soddisfazioni, Kathleen.     
                                         
             
La rosa Kathleen è un ibrido di moschata che fu introdotto nel 1922 dal reverendo Joseph Hardwick Pemberton, un coltivatore di rose dilettante dell’Essex. Dopo essersi ritirato dal suo ministero di pastore anglicano, egli iniziò a ibridare rose ispirandosi alle rose della propria infanzia arrivando a vincere vari esposizioni nazionali.
Pemberton incrociò le sue creazioni con gli ibridi di tea del momento, denominando le sue nuove varietà “hybrid musk”. I nomi scelti per loro erano spesso quelli delle figlie o delle nipoti della propria famiglia, proprio come nel caso di Kathleen. Le rose di Pemberton più famose sono certamente Penelope, Cornelia e Felicia: le vorrei tutte!!!


CARATTERISTICHE

Dimensioni

Se per quanto riguarda la larghezza tutti concordano sulla misura di 120-125 cm, sull’altezza che può raggiungere ci sono opinioni discordanti. La mia Kathleen raggiunge circa i 4 m.

Rosa Kathleen e clematis Ville de Lyon
Portamento

Direi che il portamento di questa rosa è sarmentoso, anche se si adatta piuttosto bene a fare da piccolo rampicante.

Fiori

I fiori sono semplici, del diametro di circa 4-5 cm e sono riuniti in grappoli di 10 – 30 unità. Il colore dei petali, dalla riconoscibile forma a cuore, è rosa pallido, ma i boccioli si presentano color corallo. Gli stami sono grandi e dorati e fanno sembrare Kathleen una rosa selvatica. I fiori, che sembrano anche fiori di ciliegio ingigantiti, durano a lungo e non temono la pioggia. 
La fioritura è abbondante e continua. Ai fiori seguono grandi bacche arancioni.

Uno dei tipici grandi mazzetti fioriti prodotti dalla Kathleen
Profumo

Il profumo è muschiato e ben percepibile, anche se non intenso come quello della Golden Celebration o della Gertrude Jekyll.


Posizione e utilizzi

Solitamente Kathleen viene utilizzata come grande arbusto isolato o sul lato posteriore delle bordure, mentre io la ho impiegata come rampicante su un piccolo archetto in ferro.


ACCOSTAMENTI

L'archetto sul quale sale la rosa Kathleen : si distinguono bene a destra la rosa inglese Gertrude Jekyll  e i cuscini fioriti formati dal Geranium sanguineum Elsbeth. Sul retro Euphorbia, la rosa Charles de Mills e la siepe di falso gelsomino 

Kathleen si trova nella zona più “pensata” del mio piccolo giardino: quest’angolo è ispirato, infatti, a un’immagine scattata dal fotografo inglese John Glover, in cui si vede una panchina di legno blu sovrastata da un archetto con clematis e rose.
Sul mio archetto si arrampicano una clematis Ville de Lyon, a sinistra, e la rosa Kathleen a destra. Sul davanti ho inserito due gruppi di Geranium sanguineum Elsbeth, mentre alle spalle della panchina si trovano due esemplari di Euphorbia Characias.
La clematis è affiancata da una rosa White Meidiland, che ne ombreggia il piede, mentre a destra di Kathleen ho piantato una rosa Gertrude Jekyll, che contrasta con la prima sia per numero di petali che per colore.

POTATURA

Tra le rose Phyllis Bide e le
peonie spunta l'archetto
con la rosa Kathleen
La potatura di questa rosa è stata per me una delle più difficili: avevo letto che se si sbaglia a tagliare la pianta va fuori controllo e diventa sgraziata, perciò mentre usavo le forbici mi venivano le caldane… Il problema, poi, era che tutte le indicazioni sulla potatura degli ibridi di moschata riguardavano le rose tenute ad arbusto e non usate come rampicante.
Le regole generali  per potare un ibrido di moschata sono di assecondarne il portamento e ancorare i rami più lunghi a terra con la tecnica del pegging down. I getti nuovi non vanno mai tagliati perché è su di essi che la rosa fiorisce. Se li si deve tagliare per forza, bisogna scegliere i rami all’interno della chioma e non accorciarli a non più di 1/5 della loro lunghezza.
Ho seguito il più possibile questi consigli e per ora la forma della mia Kathleen regge, vedremo nel corso dell’estate! Non credo di poter ancora cantar vittoria! 


UNA SORPRESA TRA I RAMI


Il nido che si vede  stando seduti
sotto l'archetto
Per finire non posso non parlare dell'ultima sorpresa che mi ha fatto ieri questa rosa: ho visto che tra i suoi rami si trova un nido di merli! Incredibile!!! Non sia mai detto che i merli hanno cattivo gusto! Posizione centrale, luogo fresco e profumato...! 
Quest'anno il mio giardino pullula di fauna selvatica, insomma!!! Forse dovrò apporre sul cancello la scritta "Zoo"....!!!


Particolare della rosa Kathleen sul suo archetto

3 commenti:

  1. Bellina!Difficile, è vero, potare queste rose antiche , comunque col tempo , rimediano da sole gli errori. Ho avuto, in un altro giardino , la Cornelia , deliziosa, se allargo un pò la ricompro .Allargare significa recintare un altro pezzo di terra , perchè abbiamo parecchio terreno , ma tanti selvatici che sciupano tutto. Hai citato la White Meidiland, da me è fantastica , verde (scuro e sano) e bianco titanio assoluto!Ciao !

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  2. Mamma mia come è bella.. e le foto del tuo giardino mi sono piaciute tantissimo! il nido sotto l'archetto poi^^. Non conoscevo la rosa bianca, ma quelle a fiori semplici mi fanno sempre impazzire.
    Sto preparando anche io da giorni un post con le immagini delle mie rose, spero presto in uno scambio di bellezza^^
    un abbraccio la Zia Artemisia

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  3. @ Vitamina: beata te che ti puoi espandere! ;)
    @ Artemisia: attendo le foto delle tue!

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