domenica 30 dicembre 2012

Fiori e nebbia in attesa del nuovo anno...

Che inverno generoso! Le mie solite roselline sconosciute hanno fiorito e hanno assunto questi fantastici colori giallo vaniglia e rosa antico....


sabato 17 novembre 2012

Trasferta londinese: i piccoli giardini dell'abbazia di Westminster

Tappa immancabile per chi visita Londra è la favolosa abbazia di Westminster, giusto accanto al Parlamento e al Big Ben. Ecco l'immagine solenne che se ne ha solitamente:

L'abbazia di Westminster

Alcuni giorni la settimana si possono visitare anche due piccoli giardini dell'abbazia non compresi nella visita standard: non me li sono fatta sfuggire, naturalmente! 

domenica 28 ottobre 2012

With or without you? Vecchie siepi o nuovi spazi?


Quest'anno ho attuato un cambiamento piuttosto radicale, che ponderavo da parecchio tempo: l'eliminazione di una fila di sei rose ht, due bianche, due gialle e due rosse. 
Avevo piantato quelle rose in occasione del rifacimento del giardino del 2004. In quell'occasione questo mix psichedelico di colori mi era sembrato favoloso ma dopo aver imparato a conoscere nuove piante e aver iniziato a osservare giardini in internet, i miei gusti sono cambiati radicalmente... Ora preferisco i contrasti di colore meno netti e, soprattutto, non sopporto il portamento rigido, le dimensioni pacchiane dei fiori e la mancanza di foglie alla base che contraddistinguono le rose ht che avevo scelto allora. 
La rimozione di queste rose è stata preceduta dall'eliminazione (a malincuore) di altre due piante: si trattava di due meravigliosi cespugli di lavanda che a causa di una forte nevicata avevano perso la loro forma tondeggiante ed erano diventati assolutamente antiestetici.

venerdì 19 ottobre 2012

Ottobre tra rose, bacche e frutti


Ottobre è un mese in cui si può ancora trascorrere molto tempo in giardino: nel mio regna una certa confusione, fatta di arbusti cresciuti a dismisura, con rami ormai più simili a liane impazzite. 
La rosa Golden Celebration si è allungata all'interno della chioma del ciliegio che la affianca facendone fare capolino all'esterno, verso la strada, due splendide corolle gialle.
La rosa Kathleen cerca spazio oltre l'archetto che le è stato assegnato e si pavoneggia con una vera e propria corona di bacche arancioni. 
La chinensis mutabilis continua a fiorire e con i suoi petali rosa e arancio va a far pendant con i melograni dell'albero poco lontano e con le bacche delle nandine che iniziano ora a prendere colore.


Il protagonista del giardino in questo momento dell'anno è proprio il piccolo albero di melograno carico di frutti tra il giallo, l'arancione e il rosa:

domenica 14 ottobre 2012

Un accostamento insolito: chinensis mutabilis e melograno

Stamattina, mentre attraversavo il giardino per recuperare l'automobile e andare al lavoro, mi sono bloccata: mi ero resa improvvisamente conto, infatti, dell'armonia di colori e forme  tra i fiori di Rosa chinensis mutabilis e i frutti di melograno!!
Me ne sono stata lì in mezzo impalata ad annuire da sola per diversi secondi con in testa una favolosa visione del grande cespuglio di rose sotto l'albero carico di frutti... 
La Rosa chinensis mutabilis e il melograno sono due piante di grande effetto ma sempre difficili da collocare accanto alle altre per via delle tinte forti e cangianti dei loro fiori e dei loro frutti: proprio per questo mi sento particolarmente orgogliosa di questa "scoperta"! 
Per ora posso vedere realizzato questo connubio solo qui, virtualmente, ma secondo me funzionerebbe molto bene anche nella realtà! Si tratta di un accostamento che prima di oggi avrei forse ritenuto ardito: adesso, al contrario, lo trovo vincente, specialmente per questo periodo dell'anno

lunedì 1 ottobre 2012

Bilancio di fine settembre

In questo momento il mio giardino è ancora piuttosto animato!
Ho fatto un veloce giro di fotografie per immortalare i protagonisti di questo fine mese! Eccoli!


Parte alta dell'archetto sul quale si arrampica la rosa Kathleen: è un'esplosione di bacche arancioni!

giovedì 20 settembre 2012

Il grande vuoto: addio vecchio glicine!

Il vecchio glicine in fiore la scorsa primavera

Ciò che resta del glorioso glicine di casa
Ebbene sì: quest'estate è stata fatta una scelta dolorosa e drastica: tagliare il grande e più che ventennale glicine che formava un grande arco al di sopra del cancello di casa: non aveva danneggiato né il muretto della recinzione né il marciapiedi, ma aveva fagocitato il proprio supporto, contorcendolo e facendolo abbassare così tanto che le auto ci passavano sotto a stento; prima non si notava, ma anche il pilastro del cancello si era inclinato sotto il peso del gigante... Sembra che la situazione sia precipitata all'improvviso quest'anno!
Il glicine è stato tagliato in tre riprese finché non ne è rimasto che quello che si vede nella seconda fotografia...
Ho immortalato la fase intermedia del taglio per dovere di cronaca, ma tale era l'amarezza del momento che  non mi sono nemmeno accorta di avere un dito davanti all'obiettivo!
Che strazio vedere questo grande vuoto dove c'è stata per un ventennio un'alta boscaglia! La casa sembra perfino nuda senza il suo vecchio compagno! Non riesco ancora a farci l'abitudine!
E la primavera?  Non sarà più la stessa senza i grappoli viola del vecchio, amatissimo glicine! R. I. P.!!!

Il grande vuoto...

sabato 11 agosto 2012

Amici per la pelle in vaso: ciclamini e Sedum sieboldii

Oggi ho notato questo bellissimo abbinamento in un vaso  sul terrazzo e lo voglio condividere!
Si tratta di un accostamento molto delicato tra piante di altezza contenuta (tra i 5 e i 10 cm): ciclamini e Sedum sieboldii (o, almeno, io lo ho identificato così).  
I ciclamini sono in quel vaso da sempre, mentre il Sedum  ci è capitato di recente: qualche anno fa, dopo un forte temporale, la pianta madre, che si trova in un altro vaso, aveva perso diversi "rami" a causa del vento e così abbiamo provato a infilare qualcuna delle parti tranciate nel vaso dei ciclamini! Un insperato successo!



Il colore bluastro delle foglie del Sedum riprende quello delle venture delle foglie a cuore dei ciclamini. Il vecchio vaso di terracotta in cui si trovano è secondo me perfetto per enfatizzare l'aspetto rustico di questo abbinamento.
I Sedum sono piante forse meno appariscenti di altre ma straordinarie per il terrazzo perché prosperano in vaso, non si ammalano mai e possono essere lasciati all'aperto d'inverno. Ne esistono moltissime varietà e in molti colori sia per quanto riguarda i fiori, che vanno dal giallo, al rosso, al rosa al bianco, sia per quanto riguarda le foglie, che possono essere verdi, bluastre, rosse o variegate. E' un universo che vale sicuramente la pena di esplorare!
Riprenderò di certo l'argomento prossimamente! Il lavoro chiama e io non posso assolutamente ignorare i miei sacri doveri! 

lunedì 30 luglio 2012

Rifiorenze di luglio

Ecco tre rose fedelmente rifiorenti nel mio piccolo giardino in luglio!

1. Rosa Grace


2. Rosa White Meidiland


3. Rosa Pierre de Ronsard



mercoledì 25 luglio 2012

Il terrazzo della mamma

In questo periodo il giardino langue di colori: è tutto concentrato nel regno di mia madre, il terrazzo! Lei adora i classici gerani e i pelargoni ricadenti dai colori accesi, che cura devotamente con innaffiature e concimazioni regolari! 
Onore al merito: il risultato non è per niente male! 
In più quest'anno ci sono anche le nuove ortensie, che rendono lo spazio più  intimo e romantico! Le adoro quando i fiori invecchiano e assumono questi colori verdi/ marroni!
L'insieme mi piace molto! 

L'interno del terrazzo con (in ordine sparso) Pelargoni, Ortensie, Dracena, Liquirizia e Sedum  

I Pelargoni ricadono morbidamente verso il basso ricoprendo per intero la ringhiera del terrazzo

giovedì 19 luglio 2012

La crescita portentosa della Banksiae lutea

Spesso si dice che le Banksiae sono rose dalla crescita esuberante: è proprio vero! Stamattina affacciandomi dalla finestra ho riguardato la mia lutea  dopo un paio di mesi e ho dovuto sbarrare gli occhi! 
Ecco l'evoluzione della mia Banksiae lutea dal 2010 a oggi: che piovra!
Eccola ai primi di aprile del 2010, quand'era ancora una giovane e timida talea composta da due rami in croce che non aveva ancora mai fiorito!


Fioritura del 2011
rispetto all'anno precedente sono stati fatti dei passi avanti, ma la rosa è ancora tutta lì...

lunedì 9 luglio 2012

Forme e colori di una rampicante leggera ed elegante: la Clematis

La mia Clematis Warszawska Nike
L'universo delle clematis non è meno variegato di quello delle rose: le possibilità di scelta sono notevoli e di conseguenza anche le difficoltà nel muoversi in questo intricato labirinto floreale....
C'è un articolo sulle clematis che per completezza è secondo me il migliore in assoluto (ecco il link); lungi dal voler competere farò un riassuntino che mi potrà essere utile per eventuali nuovi acquisti!
Io ho posseduto quattro tipi di clematis: una Ville de Lyon, una Warszawska Nike, una Nelly Moser e una montana rubens. Quest'ultima è morta improvvisamente a pochi mesi di distanza da quando la ho piantata: ci sono rimasta molto male perché era cresciuta un sacco e aveva fatto tantissimi fiori! Poi, letteralmente da un  giorno all'altro, si è seccata completamente e in maniera irrecuperabile. La Ville de Lyon e la Nelly Moser si arrampicano su un archetto la prima e su un basso graticcio la seconda. La Warszawska Nike, infine, è quasi invisibile dietro la gigantesca rosa Golden Celebration e cresce libera un po' strisciando e un po' arrampicandosi sui rami più bassi della rosa.
Al mio primo approccio con le clematis, dopo aver scoperto la loro suddivisione in tre gruppi in base al loro periodo di fioritura, mi sono chiesta: che tipo di corolla può avere una clematis? Quali colori ci sono a disposizione? 
Di seguito, dopo un'inquadratura generale sui tre gruppi nei quali si suddividono le clematis, risponderò a queste domande per principianti come me!

domenica 1 luglio 2012

Nella campagna veneta delle Ville palladiane: Villa Barbaro e Villa Emo

Oggi quando ci si vuol godere l'estate si va al mare, ma un tempo non era affatto così: nel XVI secolo i nobilotti veneziani d'estate se ne andavano nelle loro ville nell'entroterra, in campagna, a mangiare sorbetti e passeggiare nei giardini, col cinguettio degli uccelli nelle orecchie... 
Io ho seguito le loro orme e nel mio giorno libero dal lavoro sono andata a visitare due incantevoli ville venete in provincia di Treviso progettate da Andrea Palladio: Villa Barbaro a Maser, celebre per gli affreschi di Paolo Veronese e Alessandro Vittoria, e Villa Emo a Fanzolo di Vedelago, affrescata da Giovanni Battista Zelotti.  Sono state entrambe inserite nell'elenco dei siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco: vale la pena visitarle, insomma!
C'è un'iniziativa interessante per chi visita queste due ville e la gipsoteca di Canova a Fasolo, il Museo civico di Asolo o il museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto: se si acquista un biglietto intero per uno di questi cinque posti si riceve un biglietto scontato per gli altri quattro. Basta presentarsi con il coupon  denominato "Isola dei musei" (valido fino a fine anno) che ti consegnano
A differenza di Villa Pisani, che ha un parco immenso in cui si potrebbe passare un giorno intero, il bello di queste ville sta negli affreschi all'interno più che  all'esterno. Ciò nonostante  il legame tra ville e ambiente circostante è strettissimo anche per Villa Barbaro e Villa Emo. L'interno di entrambe  è pieno di affreschi che rimandano senza sosta alla natura: fiori, frutta, paesaggi... La campagna esterna sembra entrare continuamente all'interno delle stanze, in un perpetuo gioco di finti gazebi, pergole traboccanti d'uva e animali...
Ecco per prima Villa Barbaro, a Maser! 


Villa Barbaro


lunedì 25 giugno 2012

Informale, colorata, con fiori e bacche: la Nandina domestica, una grande comprimaria

Fiori di nandina e boccioli di rosa

Confesso: quando i miei genitori si sono presentati a casa orgogliosi delle loro sei piantine di Nandina domestica comprate in mega sconto  mi sarei messa le mani nei capelli! La Nandina personalmente non mi avrebbe mai attirato per niente! A ogni modo ho piantato le nuove arrivate in giardino sperando che schiattassero presto... Invece, probabilmente per farmi dispetto, la mini siepe di

mercoledì 20 giugno 2012

Spazio alle rampicanti! La mia clematis Ville de Lyon


Mi sono resa conto di una mia grossa mancanza! Non ho mai parlato di clematis! E' una rampicante che negli ultimi 2-3 anni mi pare abbia conosciuto una certa popolarità! I tipi più comuni, ma non per questo meno belli, si trovano ormai non solo nei garden center ma anche nei supermercati. I prezzi stracciati che a volte questi negozi praticano rappresentano una buona occasione per fare la conoscenza di questa versatile e vigorosa pianta!
Ho intenzione di scrivere un bello schemino con le caratteristiche generali delle clematis ma per ora, dato che il tempo che ho è poco scriverò in particolare della mia Ville de Lyon! E' la prima clematis che ho acquistato ormai 4 anni fa! 

CARATTERISTICHE 

ORIGINI

La clematis Ville de Lyon è stata creata in Francia nel 1899 da Francisque Morel.

GRUPPO ( PERIODO DI FIORITURA)

Questa clematis fa parte del gruppo 3, quello al quale appartengono le clematis che fioriscono dall'estate fino all'autunno. 
La prima fioritura della Ville de Lyon, che inizia solitamente nella prima metà di maggio, è la più abbondante ma fiori compaiono qua e là per tutta la stagione.

Ville del Lyon e White Meidiland
MISURE

La mia clematis Ville de Lyon, che si arrampica su un archetto insieme a una rosa, è lunga in questo periodo dell'anno circa tre metri e mezzo. 

FIORI

I fiori sono grandi, con un diametro di una quindicina di centimetri e formati da sei petali. 
Il colore è brillante: il fondo rosso ciliegia lascia spazio a un centro leggermente più chiaro, che sfuma verso il rosa scuro.

ESPOSIZIONE

Come tutte le clematis, anche la Ville de Lyon per crescere bella e sana ha bisogno di avere il piede (la parte più in basso) all'ombra e la testa al sole. 

Ville de Lyon e Kathleen
POTATURA

Quelle del gruppo 3 sono le clematis che si possono tagliare più radicalmente dal momento che fioriscono sui rami dell'anno: si può potare all'altezza del primo paio di gemme sopra il terreno. La nuova crescita avverrà molto rapidamente! 

RESISTENZA

La Ville de Lyon non mi ha mai dato nessun problema: con un buon impianto iniziale ho l'impressione che con le clematis si siano fatti tre quarti del lavoro! La Ville de Lyon, che è la clematis di cui ho più curato quest'aspetto, è sicuramente quella più rigogliosa, più duratura e  sana tra le tre che possiedo.

ABBINAMENTI

La mia Ville de Lyon si accompagna a una rosa a fiore semplice rosa pallido che si chiama Kathleen
Stupendo è l'abbinamento con un'altra rampicante, la New Dawn (fiore rosa chiaro semi doppio). 
Anche con la bianca White Meidiland il colore della Ville de Lyon spicca molto bene: anche questo è secondo me un abbinamento elegante!  



lunedì 11 giugno 2012

I gigli di Sant'Antonio e le criocere del giglio: come eliminarle?

I miei gigli: finalmente fioriti dopo cinque anni!

I MIEI GIGLI

Nella zona più ombrosa del mio giardino, lungo la recinzione, dacché ricordo c'è sempre stato un grosso gruppo di gigli bianchi, quelli di solito chiamati Gigli di Sant'Antonio (nome scientifico Lilium candidum). Provengono dalla piccola aiuola del giardino dei miei nonni materni, dalla quale sono spariti alcuni anni fa a causa di lavori di ammodernamento della casa: hanno per questo per me un certo valore sentimentale. 


CARATTERISTICHE DEL GIGLIO DI SANT'ANTONIO

Il Lilium candidum è una bulbosa perenne originaria dei Balcani e dell'Asia occidentale. 
Steli lunghi un metro e mezzo si alzano da una rosetta di foglie lanceolate alla base. I fiori a forma di ombrello, che compaiono a maggio, sono costituiti da sei petali candidi e ricurvi e con lunghi pistilli di colore arancione acceso. Si tratta di fiori  profumatissimi, dalla fragranza intensa che si sparge per tutto il resto del giardino.
La parte aerea della pianta sparisce in inverno per riformarsi in primavera. 
Il luogo ideale in cui piantare i gigli è al riparo dal vento e dove siano sì al sole, ma non per più di sei ore al giorno. Amano, inoltre, terreni senza ristagni ma non secchi.
Se piantati come nel mio caso in giardino, questi gigli non necessitano di innaffiature né di concimazioni: fanno tutto da sé. 
I gigli si riproducono facilmente prelevando i tanti bulbilli che vengono prodotti ogni anno dai bulbi originari: basta staccarli in autunno e piantarli dove si desidera.

EVOLUZIONE DI UN ATTACCO DI  CRIOCERE DEL GIGLIO (LILIOCERIS LILII)

I miei gigli bianchi sono fioriti per decenni senza problemi finché nella primavera del 2007 mi sono accorta che stava succedendo qualcosa di strano e piuttosto rivoltante: il gruppo di gigli era stato semi-divorato da vermetti lunghi circa un'unghia di colore arancione fluorescente che secernevano e si ricoprivano di  qualcosa di nero e schifoso... Altro elemento interessante era che le larve mangiavano solo i gigli ignorando le piante circostanti. La velocità con cui si mangiavano le foglie era impressionante! Le larve si trasformavano infine in coleotteri di colore rosso acceso che se cercavi di catturare si lanciavano a terra per nascondersi nel terreno.
Non appena mi sono resa conto della gravità dell'attacco degli insetti mi sono attivata per capire di cosa si trattasse: la sentenza è stata "criocere del giglio". Ho inserito un link e non una foto perché mi fanno proprio schifo... La cosa che più mi ha disgustata è stato sapere che quella roba nera di cui le larve si ricoprivano erano i propri escrementi! Tremendo! Non potrò mai mettere mano su una foglia su cui si trovi uno di quei cosi!


COME ELIMINARE LE CRIOCERE DEL GIGLIO

Contro questi insetti c'è poco da fare: è necessario agire al più presto possibile, quando gli esemplari sono allo stato larvale perché è il momento in cui sono più vulnerabili. 

Non esistono rimedi naturali contro di loro se non l'ammazzarli a mano uno a uno, ma ci vuole stomaco: nel mio caso erano decine e decine!  

Ecco come mi  è stato consigliato di agire per via chimica:

1. A inizio primavera, quando compaiono i primi esemplari che escono dal terreno o arrivano in volo, bisogna spruzzare sui gigli un piretroide
2. Alla comparsa delle larve si usa il Confidor
3. A fine stagione, infine, quando il Confidor perde efficacia, si dovrebbe usare un insetticida ad ampio spettro per limitare il numero di insetti che andrà a svernare. 

La prima e l'ultima cosa dimentico sempre di farle: probabilmente per questo non sono ancora riuscita a risolvere il problema delle criocere completamente... Maledette bestiacce! Sebbene il loro numero sia diminuito rispetto alla prima invasione, nonostante i miei sforzi sono sempre riuscite a impedire ai miei poveri gigli di fiorire, almeno fino a quest'anno! Finalmente due steli sono riusciti a farcela! Che gioia rivederli dopo tanti anni! 


sabato 9 giugno 2012

Fiori e letteratura: la camelia di Daisuke ("E poi" di Natsume Soseki)

Mi sono avvicinata per la prima volta a un'opera di Natsume Soseki (1867-1916) per un motivo molto banale: sono stata attirata dal titolo di un suo romanzo, "Io sono un gatto", che poi è diventato uno dei miei libri preferiti! Questo autore non è molto conosciuto in Italia eppure è uno dei maggiori scrittori giapponesi: non a caso il suo volto è stato stampato sulle banconote da 1000 yen per vent'anni!  
I romanzi di Natsume Soseki sono ambientati all'inizio dell'era Meiji, nel delicato, straniante e improvviso momento di passaggio tra Medioevo ed età moderna in Giappone. Recentemente è stato ristampato "E poi", scritto nel 1910. Appena lo ho visto in libreria lo ho acciuffato al volo: è infatti difficile procurarsi  i romanzi di questo scrittore in italiano! Anche quelli ristampati di recente, infatti, sono già irreperibili! Non me lo spiego!
Protagonista di "E poi" è Daisuke, un giovane dandy giapponese che vive di rendita grazie al denaro del padre e passa il tempo a leggere e a riflettere sulle questioni per lui cruciali dell'esistenza. La sua vita cambia direzione quando nella sua routine irrompe un vecchio compagno di studi. 
I protagonisti  di questo passaggio sono il personaggio principale, Daisuke, e una camelia: la lentezza dei gesti, l'indolenza di Daisuke, la sua contemplatività... Tutto traspare da queste frasi semplici e insieme evocative... Quando leggo Natsume Soseki mi sembra di vedere le cose attraverso gli occhi dei suoi personaggi; per ottenere quest'effetto non gli servono paroloni: la descrizione di certi gesti, che viene condensata in poche parole scarne,  spesso senza nemmeno l'utilizzo di aggettivi, può raccontare il più struggente dei sentimenti. E' questo, insieme alla sua sottile ironia, ciò che più mi  piace della scrittura di Natsume Soseki!

Voltando il capo, vide che sul tatami, di fianco al cuscino, giaceva una camelia a petali doppi. Era certo di averla sentita cadere nel sonno: un rumore esagerato, come il tonfo di una palla di gomma lanciata dall'altezza del soffitto. Forse il silenzio che regnava a notte fonda ingigantiva i suoni, ma per scrupolo, per assicurarsi che il suo sangue pulsasse regolarmente fino alle costole, Daisuke si era messo la mano destra sul cuore; poi si era riaddormentato.
Un po' intontito, per un momento osservò il colore di quel fiore, grande quanto la testa di un neonato; poi, come se quel pensiero gli fosse tornato in mente all'improvviso, di nuovo si posò la mano sul petto e cercò il palpito del cuore.  
(...)
Con una sigaretta accesa fra le labbra scivolò fuori dal futon, raccolse la camelia caduta sul tatami, la voltò e se la posò sul naso. Il fiore gli nascose i baffi e la bocca. Dense volute di fumo si levarono insinuandosi tra i petali e il pistillo. Daisuke posò la camelia sul lenzuolo candido e si diresse verso la sala sala da bagno. 

(Natsume S., E poi, Neri Pozza 2012, pp. 7-8)

mercoledì 6 giugno 2012

Classifica 2012 delle fioriture delle mie rose

Le più precoci dell'anno sono la Rosa banksiae lutea, la Rosa
chinensis mutabilis,  la  Rival de Paestum e la Safrano (non 
nella foto) 

Ecco l'ordine di fioritura delle rose del mio piccolo giardino che, come al solito, ho diligentemente appuntato!!!


1. Rosa banksiae lutea → 19 aprile
2. Rosa chinensis mutabilis (rosa cinese) → 20 aprile
3. Rival de Paestum (rosa cinese) e Safrano (rosa tè) → 29 aprile
4. Clair Matin (floribunda) e Golden Celebration (rosa inglese) → 3 maggio
5. Kathleen (ibrido di moschata) → 5 maggio
6. Gertrude Jekyll (rosa inglese) → 6 maggio
7. Paul's Scarlet Climber (rampicante moderna) → 8 maggio
8. Phyllis Bide (rampicante tipo floribunda)→ 9 maggio
9. Grace (rosa inglese) e Jude the Obscure (rosa inglese)  → 12 maggio
10. Incomparable d'Auteuil (gallica) e Rosa x Centifolia (centifolia) → 13 maggio
11. Cardinal de Richelieu (???) (gallica) e Pierre de Ronsard (rampicante moderna)→ 17 maggio
12. Tuscany Superb (gallica) e Du Maitre d'Ecole (gallica) → 21 maggio
13. Ypsilanti (???) (gallica) → 1 giugno

Rispetto allo scorso anno le mie rose sono tutte fiorite circa una settimana dopo: colpa dell'improvviso freddo di aprile! 
La fioritura primaverile, poi, è stata funestata dal vento: le piante si sono in molti casi "aperte" o distese: il caos ha imperato per la maggior parte del tempo! 
A parte questo poche novità! Il podio quest'anno vede una nuova entrata al terzo posto, la Rival de Paestum che, come la Rosa chinensis mutabilis è una rosa cinese. E' una rosa che mi sta piacendo sotto molti punti di vista: aspetto, profumo, modo in cui fiorisce e sfiorisce... Sicuramente ne scriverò presto!
Delusione per le rose piantate a radice nuda lo scorso autunno: la Variegata di Bologna non è fiorita affatto, la Du Maitre d'Ecole non mi ha impressionata, la Cardinal de Richelieu non pare essere una Cardinal de Richelieu e la Ypsilanti ha fatto due brutti fiori che mi mettono il dubbio di trovarmi di fronte a un'altra impostora... Le rimando tutte quante a settembre o, meglio, a maggio 2013! Solo la Tuscany Superb mi ha davvero convinta! 
Grandi soddisfazioni, invece, dalla Pierre de Ronsard, che era sempre stata la Cenerentola del mio giardino! Finalmente è cresciuta e si è generosamente riempita di fiori, tutt'ora belli da vedere! Anche se non è la mia preferita in assoluto di certo è stata la rosa migliore di questa pazza primavera 2012!


lunedì 4 giugno 2012

Una chicca dal Chelsey Flower Show

Cercando notizie sul celebre Chelsea Flower Show che si è concluso pochi giorni fa e al quale mi piacerebbe tanto partecipare prima o poi,  mi sono imbattuta in questa immagine: si tratta della riproduzione in chiave floreale di tre Corgi, i cani della regina Elisabetta, che quest'anno festeggia il giubileo di diamante! Ma che spassosi sono!?!? Anch'io, come la regina, ho un debole per i Corgi: insieme ai Bloodhound sono i miei cani preferiti!  

venerdì 1 giugno 2012

Sento puzza di bruciato: non mi paiono mica tanto una Cardinal de Richelieu e una Ypsilanti...!

Nei giorni scorsi è sbocciata una delle rose che ho piantato lo scorso autunno: dovrebbe essere una Cardinal de Richelieu, ma non ne sono molto convinta... Eccola qui!




Il colore della mia rosa è rosa Barbie e non di certo porpora come dovrebbe essere una Cardinal de Richelieu... Per carità, i fiori non sono di certo brutti, hanno una bella forma e oltretutto hanno un piacevolissimo profumo intenso, speziato e quasi pungente, inoltre la pianta è cresciuta parecchio ed è piena di boccioli... Però... Io mi aspettavo un'altra cosa... Mi aspettavo questa rosa qua sotto! Il colore della mia mi pare un po' troppo diverso perché si tratti di un semplice problema di resa fotografica... Uffa!


La Cardinal de Richelieu come appare in un catalogo on-line
E cosa dire di questa che dovrebbe essere una Ypsilanti? Sono molto perplessa: il colore del fogliame verde chiaro corrisponde, ma i fiori dovrebbero essere rosso porpora in gioventù e poi diventare rosa chiaro, mentre nel mio caso (come si vede in foto) bocciolo e fiore sono entrambi sempre rosa pallido... La prima fotografia ritrae il fiore della mia Ypsilanti (sbocciato oggi... Una rosa po' ritardataria...!) mentre la seconda ritrae quello della Ypsilanti che si trova sul sito del vivaio La Campanella. Anche in questo caso la somiglianza mi pare vaga!

La mia rosa...

Una vera Ypsilanti

Se a qualcuno che conosce queste rose capitasse di leggere queste righe e avesse voglia di darmi un'opinione sulle mie piante, gliene sarei molto grata! Io intanto farò qualche ricerca per conto mio...
Ero così entusiasta dell'affare che avevo fatto quest'autunno comprando queste rose da un sito olandese a un prezzo stracciato...! Ma adesso mi sto mangiando le mani! Era meglio spendere un po' di più e avere quello che desideravo! I detti popolari raramente sbagliano: chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che perde e non sa quello che trova! Da ora in poi, La Campanella (o pari valore) for ever! 


Aggiornamento 2013: Ypsilanti

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