mercoledì 30 marzo 2011

Un articolo molto interessante sugli abbinamenti tra rose e piante perenni

Segnalo questo articolo di Vladimir Vremec, che trovo particolarmente utile per la chiarezza delle sue tabelle finali:
nella prima si suggeriscono abbinamenti di erbacee perenni e rose per colore e portamento, nella seconda tra  rose e piante aromatiche ed erbe ornamentali e nella terza tra rose e altre perenni e bulbi.
Ecco il link:

L'articolo è una summa di vari libri sulle rose e sulla progettazione dei giardini, come si può vedere dalla interessante bibliografia finale!
Quando scelgo qualche nuova pianta tengo sempre presente questi schemi; gli accostamenti che ho provato sono sempre risultati gradevoli, nello stile del cottage garden.

martedì 29 marzo 2011

Voglia di shopping: iniziano le fiere dei fiori primaverili!

Immagine tratta da qui
Domenica sono stata a una fiera dei fiori locale, Mottaflor, alla ricerca di qualche nuova piantina per il mio giardino. 
Gli stand dei fiori purtroppo occupavano solo una piccola parte del centro e le varietà presenti erano limitate alle solite violette, margheritone, alberi da frutto,camelie, gerani, al massimo qualche clematis... 
Nonostante più che una fiera dei fiori fosse una fiera paesana e basta, ci  ho trovato almeno qualche motivo per cui sorridere! Ogni tanto ascoltavo quello che i venditori rispondevano alle domande dei clienti... Una signora, ad esempio, chiedeva se la pianta di cui stava acquistando i semi fosse perenne: "Sì sì, perenne!" Salvo poi aggiungere, dopo che la signora aveva letto sulla bustina "biennale": "Eh sì, bisogna riseminarla ogni due anni!"... Un'altra signora si lamentava della morte delle sue eriche ma il venditore le diceva che era impossibile, che l'erica è una pianta indistruttibile e  per provarglielo gliene rifilava altre tre, quando più semplicemente il terreno del giardino della signora non deve essere abbastanza acido... Un'altra simpatica vecchina, convinta del suo pollice nero, raccoglieva comunque la sfida della natura e comprava la terza Bouganville per piantarla in giardino: e nessuno ad avvisarla che, se non la riparerà d'inverno, il prossimo anno comprerà anche la quarta!  
Purtroppo di rose ce ne erano poche, immagino perché non sono ancora visivamente d'effetto; c'era comunque uno stand con rose inglesi che mi ha tentato con una Crocus Rose... Ho resistito in attesa di  andare a qualche evento più specializzato: sono indecisa tra Este in Fiore (15-16-17 aprile), a cui sono già stata, e Horti Tergestini (16-17 aprile, a Trieste)...


venerdì 25 marzo 2011

"Fino a che avrò Udolpho da leggere, mi sentirò come se nulla potesse rendermi infelice…"

Ann Radcliffe (1764 - 1823)

Adoro leggere, specialmente se tra le pagine di un libro trovo anche qualche lunga descrizione di paesaggi e giardini: ho appena terminato un romanzo che in questo senso è un campione, I misteri di Udolpho.  Si tratta di un romanzo scritto alla fine del Settecento da una scrittrice inglese, Ann Radcliffe, considerato l’archetipo del romanzo gotico. La curiosità nei confronti di questo vetusto testo è nata leggendone una parodia, Northanger Abbey, il primo libro pubblicato da uno degli autori che preferisco, Jane Austen (da cui proviene la citazione nel titolo). Mi sono ritrovata davanti a Udolpho in una libreria a Venezia in un clima (appropriatamente) gotico: era un giorno di Carnevale grigio e piovoso… Non poteva essere un caso… Mi sono detta che quello  non poteva che essere il momento di Udolpho  e dei suoi mille misteri soprannaturali!
Ai suoi tempi I misteri di Udolpho fu un successo eccezionale soprattutto tra le giovani fanciulle in cerca di emozioni, ma fu ripreso anche da famosi romanzieri oltre alla già citata Austen, come Henry James e  sir Walter Scott. Ritengo che sia un romanzo piuttosto lontano dal gusto corrente, di lettura certamente meno immediata rispetto a un paio di secoli fa: oggi o lo si ama o lo si odia. Io lo amo, come in genere amo la letteratura dell’Ottocento. E’ un libro pieno di svenimenti, briganti, rapimenti, amori, intrighi, tradimenti, fraintendimenti, cappa e spada, giovinette che scrivono sonetti, rumori sospetti, musiche misteriose, tempeste, torri e castelli diroccati ma anche una stupenda Venezia al culmine del Carnevale… Non manca proprio niente tanto meno mancano, naturalmente, i paesaggi pittoreschi, sublimi, romantici, che fanno volare la fantasia…  Eccone un paio di brevi esempi:
 Boschi immersi nella nebbia... Atmosfera da castello di Udolpho!
("Mattina" di Caspar David Friedrich)
-          La strada ora scendeva nelle vallette chiuse fra superbe pareti di roccia grigie e nude, se non dove alcuni arbusti ne frangiavano la sommità o le macchie di stentata vegetazione ne coloravano gli anfratti , dove spesso si vedevano delle capre selvatiche intente a brucare; e ora portava a elevati dirupi davanti ai quali si spiegava il paesaggio in tutta la sua magnificenza.

-          Davanti a loro si allargava la valle che avevano lasciato, a sinistra le rocce e i boschi, appena inargentati dai raggi luminosi, costituivano un contrato con l’ombra profonda che avvolgeva le rupi dell’altro versante, di cui solo le cime frastagliate erano appena toccate dalla luce, mentre la lontana prospettiva della valle si perdeva nella gialla foschia del chiarore lunare. I viaggiatori rimasero un po’ a sedere, abbandonandosi all’appagamento che nasce da simili scene. “Queste scene” disse infine Valancourt “inteneriscono il cuore come lo inteneriscono le note di una dolce musica e ispirano quella deliziosa malinconia alla quale nessuno, che l’abbia sentita una volta, sarebbe disposto a rinunziare per quanto vi è di più giocondo. Esse destano in noi i sentimenti migliori, i più puri, disponendoci alla benevolenza, alla pietà, all’amicizia. E quanto a quelli che amo, si direbbe che li ami di più in un momento come questo.” Gli tremò la voce e si interruppe.
E così mi immagino il tormentato Valancourt...
("Viandante sul mare di nebbia" di Caspar David Friedrich)

Chi ama i paesaggi selvaggi dei Romantici e a chi vuole sorridere immedesimandosi in una giovane, sospirante e sprovveduta inglesina di inizio Ottocento non può perdersi questo libro… Da leggere assolutamente tra la fresca verzura del proprio giardino!



mercoledì 23 marzo 2011

Tutto quello che NON si deve fare per avere una bella camelia

Finalmente è arrivata la primavera e sbocciano i primi fiori nell'ancora sonnecchiante giardino! A parte i classici giacinti e narcisi gialli e bianchi, si rifà vedere la camelia Nuccio's Pearl. Il nome di questa camelia proviene da quello della Nuccio Nursery di Altadena, in California, il vivaio in cui fu creata nel 1973. Quando qualche anno fa l'ho vista nel garden center vicino a casa me ne sono innamorata e la ho immediatamente acquistata. Il fiore di questa camelia è doppio, i petali hanno un colore perlaceo con una sfumatura rosa sempre più scuro sul bordo esterno. Le foglie sono verde scuro e un po' cuoiose.
L'aspetto della mia Nuccio's Pearl, però, non è esattamente questo... Devo recitare vari mea culpa! Per un errore di valutazione la ho piantata al sole e non in una zona con luce filtrata come avrei dovuto e, pur sapendo che il terreno del mio giardino non è adatto alla coltivazione di piante acidofile, non ho nemmeno fornito il fertilizzante adatto: risultato della mia inesperienza e pigrizia? Il colore rosa è distribuito su tutti i petali e non solo sui bordi; i petali, inoltre, tendono a ingiallirsi per via del sole diretto...
Ogni volta che passo davanti alla  mia povera, spettinata camelia non posso fare a meno di ricordare una regola fondamentale del giardiniere: la pianta per essere davvero giusta va messa al posto giust
o!

Camelia Japonica Nuccio's Pearl

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