martedì 5 febbraio 2019

Un'altra testa di medusa vegetale

Ho da poco parlato della mia passione per i vasi a testa o a busto di pietra. Ecco, quindi, l'altra pianta che cerco, non più una succulenta come il Sedum morganianum, bensì un cactus, (probabilmente) l'Aporocactus.
L'effetto Medusa con lui è perfetto! Questo cactus, infatti, mima in tutto e per tutto una cascata di serpentelli: mi piace da morire.

Immagine (Flickr.com)
La cosa "simpatica" è che l'Aporocactus quand'ero piccola ce l'avevo: ricordo molto bene che ha delle spine bastardissime, che più volte mi si sono infilate nei polpastrelli rimediandomi delle terribili sedute di estrazione con pinzetta da parte di mia nonna e/o mio padre...

Immagine (Flickr.com)
Non so se sia un cactus facile da reperire oppure no, dovrò indagare... Certo è che se risultasse introvabile sarebbe una bella beffa averlo avuto per tanti anni e averlo lasciato morire sotto una nevicata...

P. S.: fa anche dei bei fiori fucsia!

Immagine (Flickr.com)
 

sabato 2 febbraio 2019

Sedum morganianum: idee e abbinamenti per la mia nuova succulenta ricadente

Diversi anni fa ho visto in fotografia dei vasi a forma di testa con dentro delle piante grasse ricadenti che ne rappresentavano i capelli in stile dreadlocks. Eccone un paio di esempi:

Immagine (Flickr.com)
Immagine (thisoldhouse.com)
Immagine (dave'sgarden.com)
Ho trovato l'idea molto divertente  e mi è venuta una gran voglia di riproporla anche a casa mia: ho fatto, quindi, delle ricerche e ho scoperto che la pianta utilizzata era il Sedum morganianum.  
Ogni volta che andavo in qualche mostra, fiera o negozio lo cercavo, senza riuscire mai a trovarlo. Essendo una pianta di origine messicane alla fine mi è venuto da pensare che dalle nostre parti non si trovasse proprio. Lo scorso ottobre, invece, lo ho banalmente scovato in un garden center a quaranta minuti da casa. C'era un grosso banco pieno di cactus e succulente. Di Sedum morganianum c'erano solo pochi esemplari, ma li ho avvistati immediatamente e ne ho preso due vasetti (a ripensarci avrei potuto arraffarne anche un altro paio...).
Ho trapiantato subito i miei Sedum in un vaso in terracotta abbastanza carino comprato all'Ikea in attesa di quello giusto, a forma di testa: non so se e quando lo troverò, ma come al solito non ho fretta!

Il mio giovanissimo Sedum morganiam sul balcone di casa
Inizialmente ho tenuto il vaso in salotto, a un metro dalla finestra, ma le piantine si sono mostrate presto sofferenti: purtroppo la zona giorno di casa non è molto luminosa. Adesso, quindi, la mattina appena sveglia prendo il mio bel vaso, lo appoggio sul balcone e poi lo ritiro in casa quando fa buio: non solo i Sedum si sono ripresi, ma hanno anche prodotto delle nuove foglioline. 
Mi ritengo quindi pienamente soddisfatta, soprattuto se penso che siamo in febbraio, non propriamente un periodo dell'anno da esplosioni vegetative!

Nuove foglioline per il mio Sedum morganiam

Nuove foglioline per il mio Sedum morganiam
Abbinamenti con il Sedum Morganianum

Vaso coi capelli a parte, il Sedum morganianum si presta a tantissimi utilizzi! 
Ecco qualche assaggio di abbinamenti in vaso che non mi spiacerebbe scopiazzare, che ovviamente hanno come protagonisti dei Sedum con qualche annetto in più dei miei.
In purezza: Sedum morganianum in un terrazzo pieno di altri Sedum e cactus...

Foto (plantermaster.com)
Con l'Aloe sembra ricreare un crepitante fuoco verde: bella idea per un vasone all'entrata di casa o sul terrazzo.

Sedum morganianum e Aloe. Foto (homedecorgardeningflowers.info)
In quest'altro caso il Sedum morganianum è abbinato ad altre piante di piccola taglia, ovvero, l' Aeonium "Kiwi", che è quella succulenta a rosetta dai bordi fucsia, e un altro sedum, il Sedum nussbaumeriano, dalle foglie dai toni aranciati.


Sedum morganianum con Aeonium "Kiwi" e Sedum nussbaumeriano. Foto (Serra Gardens Landscape Succulents)
Ritorno agli abbinamenti con piante più alte, come nel caso di questa dalle foglie di colore rosso scuro, di cui al momento non mi sovviene il nome. Sono aperta ai suggerimenti!

Sedum morganianum e ... ??? Foto (plantasdomeujardim.blogspot.com)
Mi piace un sacco anche l'accostamento tra Sedum morganianum e questa Euphorbia dalle foglie variegate.

Sedum morganianum ed Euphorbia. Foto (thesucculentgarden.com.au)
Altro abbinamento spettacolare è quello tra Sedum morganianum e Sansevieria. Volevo mostrarlo basandomi su un'altra fotografia, in cui le due piante si trovavano da sole all'interno di grandi orci di terracotta, ma non la ho potuta utilizzare. Quest'altra, comunque, può rendere l'idea: il Sedum va immaginato molto lungo e folto e la Sansevieria con le foglie alte e della stessa lunghezza.

Sedum morganianum e Sansevieria. Foto (cacti.com)
Con questa succulenta, insomma, c'è da scatenarsi anche per chi ha a disposizione solo un terrazzo, come nel caso qui sotto, decisamente impressionante! 

Giardino di cactus e succulente di Josi Cardoso (link)

domenica 20 gennaio 2019

Alberelli in foglie di Stachys: da addobbi di Natale alternativi a decorazioni per tutto l'anno

In netto ritardo sulla loro realizzazione vi mostro uno dei miei ultimi "pasticci" con le piante che ho a disposizione nel mio piccolo giardino.
Negli anni scorsi avevo visto delle immagini con delle sfere decorative di polistirolo ricoperte con foglie di  Stachys. Mi ero ripromessa mille volte di ricrearle e finalmente quest'anno mi sono ricordata di comprare il materiale necessario: meglio tardi che mai! Oltre alle sfere, però, ho realizzato una piccola variazione sul tema: un trittico di coni ricoperti di Stachys che ricordano gli alberelli di un bosco. 


La Stachys è una perenne che amo e odio: la amo per il colore e la consistenza soffice come il velluto delle sue foglie e la odio perchè mi infesta le aiuole... Ogni anno in primavera ne estirpo più della metà! In questo caso la sua esuberanza è stata provvidenziale, perchè il materiale per realizzare i miei alberelli abbondava.
Ma passiamo alla parte pratica!


Occorrente:

- Foglie fresche di Stachys lanata (un centinaio)
- 3 coni di polistirolo, uno alto 30 cm, uno alto 25 cm e uno alto 20 cm
- Una fetta di tronco d'albero del diametro di almeno 28 cm
- 3 feltrini
- Pistola per colla a caldo con relativa colla.

Gli alberelli sono veramente semplicissimi da realizzare. L'importante è partire a incollare le foglie dalla punta dei coni e sovrapporle  generosamente tra di loro in modo da non lasciar intravedere il polistirolo sottostante.  
Le foglie della Stachys devono essere incollate quando sono fresche, in modo da poterle modellare agevolmente attorno ai supporti.
Questo era uno dei miei coni appena finito: consiglio di sovrapporre le foglie ancor più di quanto abbia fatto io, perchè essiccandosi le foglie si ritirano in maniera vistosa e quelle dei miei coprono il polistirolo appena a sufficienza.
.


Il punto più critico da ricoprire è la base. Piegare le foglie sotto il cono così come ho fatto io permette di ottenere un risultato più preciso e ordinato. In un primo momento, per usare meno foglie, avevo provato a tagliare queste ultime lungo il bordo della base del cono, ma i tagli non erano perfetti e il lavoro sembrava sciatto, così ho rifatto tutto.


Inizialmente volevo creare un centrotavola natalizio e per questo avevo pensato di decorare i coni con dei piccoli pom pom bianchi, in modo da farli sembrare tre piccoli alberi di Natale...


Alla fine, invece, i coni mi sono piaciuti così tanto con le sole foglie che ho lasciato perdere il progetto iniziale. L'idea, comunque, secondo me resta valida.
Il vantaggio di non aver aggiunto le palline è che gli alberelli in questo modo posso essere lasciati  in casa anche tutto l'anno e non solo nel periodo natalizio. 
Per finire, distanziandoli un po' tra di loro, ho incollato i tre "alberelli" su una fetta di tronco d'albero che ho comprato in un negozio di articoli per la casa, per la precisione il "Casa", dove credo lo vendessero come sottopiatto. 
Nella parte inferiore del tronco che fa da base al mio trittico di coni ho messo tre feltrini, per non rigare il mobile dove lo avrei appoggiato.
Ed ecco qui il risultato: io lo trovo carino... Un soprammobile un po' country  ma con una vena di modernità per via delle sue forme geometriche decise.
Chissà quanto durerà!  Per ora ha tre mesi ed è ancora a posto!


sabato 2 giugno 2018

La potatura a sfera del mio bosso

E' bello o no il mio bosso finalmente topiato? Non mi sono resa conto di quanto sarebbe stato complicato dare (quella che sembrava) una banale forma sferica a un cespuglio finché  non ci ho provato. 
Sono stata, oltretutto, assalita dalle zanzare:  per riuscire a tenerle a bada ho dovuto indossare una felpa, usare un repellente sulle zone del corpo rimaste scoperte, nonché spruzzare un insetticida sul cespuglio. Ho fatto la sauna, ma non ho mollato: ero troppo lanciata per abbandonare la mia missione!


PRIMA E DOPO 



Questo è il risultato finale. 


Il mio bosso il giorno dopo la topiatura (Buxus Microphylla 'Faulkner')

E questa era la situazione di partenza. 


Lo stesso bosso prima della potatura all'inizio dello scorso aprile

Desideravo topiare così il mio piccolo bosso (Buxus microphylla Faulkner) sin da quando lo ho comprato quattro anni fa, ma ho dovuto attendere finora che diventasse abbastanza  grande: nel 2014 era alto solo una trentina di centimetri e non aveva una forma preimpostata, motivo per il quale probabilmente era particolarmente poco costoso. Ecco qui sotto com'era quando lo ho piantato.


Il mio bosso quando lo ho comprato (marzo 2014)
QUANDO  POTARE IL BOSSO 

Avevo letto che un buon periodo per topiare i bossi è proprio quello tra la fine di maggio e i primi di giugno, possibilmente in una giornata col cielo coperto, per evitare che le foglie appena tagliate si brucino al sole. 
La settimana scorsa c'è stata proprio una giornata così e non me la fatta sfuggire.
Una seconda potatura si può effettuare a settembre.

PRIMA DI  TOPIARE 

Prima di iniziare a potare é consigliato  innaffiare bene il cespuglio.

IL MIO METODO DA ULTIMO SECONDO 

Per ottenere la forma a palla la mia idea iniziale era quella di utilizzare una guida di cartone ma, non essendo riuscita a organizzarmi per tempo, ho dovuto improvvisare. 
Ho utilizzato una tecnica molto empirica, che non so se sia frutto della mia fantasia o di qualche vecchia lettura (probabilmente la seconda).
Con l'aiuto di un metro ho valutato le dimensioni della sfera che avrei potuto creare a partire dal mio bosso: sono giunta alla conclusione che si sarebbe trattato di una sfera che si sarebbe potura inscrivere in un cubo dai lati di 75 cm. Ho posto al centro del cespuglio, cioè della futura sfera, un bastoncino di ferro e, all'altezza di 37, 5 cm, misura del raggio della sfera, ho fissato una cordicellla altrettanto lunga. Spostando la cordicella in tutte le direzioni, ho simulato la superficie della sfera e tagliato i rami alla giusta altezza. 
Non è stato un lavoro veloce e nemmeno tanto facile, perché, per non falsare le misure, ho dovuto fare continuamente attenzione che il cordoncino fosse ben teso e che non si aggrovigliasse ai rami mentre lo spostavo.
Tanta pazienza, insomma,  ma missione compiuta!



domenica 20 maggio 2018

Il mio fortunato incontro con Serena Dandini per "Il Catalogo delle donne valorose"

Oggi mi prendo la libertà di non scrivere come al solito del mio giardino ma di un'opportunità che ho potuto cogliere proprio grazie a questo blog. 
Qualche mese fa sono stata contattata da una collaboratrice della scrittrice, attrice e presentatrice Serena Dandini che, avendo letto alcuni post sulle rose del mio giardino, aveva pensato di chiedermi di collaborare con lei ed il suo staff per le descrizioni delle rose che sarebbero state citate nel suo ultimo libro, "Il Catalogo delle donne valorose". 
Ecco la copertina del libro, che è uscito da pochi giorni.

Il catalogo delle donne valorose 


Nel libro Serena Dandini racconta le vite di trentaquattro donne per lo più controcorrente, spesso rimaste misconosciute, che però hanno contribuito a fare la storia nel campo del giornalismo, dello sport, della musica, dello spettacolo, della letteratura ecc.. Cio' che accomuna tutte queste donne e che costituisce il filo rosso de libro, è che è stata dedicata loro una rosa. Si legge tutto d'un fiato: è una lettura fresca, adatta all'estate, come le rose!
Per me è stata un'esperienza nuova e poter far parte di un progetto del genere è stato inaspettato e spassoso. Serena Dandini, tra l'altro, è stata con me molto carina. 
Adesso mi posso fregiare non solo di una dedica personalizzata....


Ma anche di una citazione nei ringraziamenti finali di un libro a diffusione nazionale, nero su bianco, verba volant scripta manent, di cui sto per vantarmi, ovviamente... 


venerdì 18 maggio 2018

La delicata rosa Gentle Hermione


Per quanto la si tratti con cura, in base alla mia esperienza, una rosa in vaso rende sempre meno che a terra. 
Lo dimostra la mia rosa Gentle Hermione, un regalo dei miei genitori di ritorno dai giardini Sigurtà, che ho liberato dopo un paio di anni in vaso e che, alla sua seconda stagione (se non sbaglio) in piena terra, ha raddoppiato dimensioni e fioritura.

CARATTERISTICHE

Gentle Hermione, è stata creata nel 2005 dal celeberrimo papà delle rose inglesi, David Austin.
Il nome di questa rosa deriva, come per molte altre inglesi, dal personaggio di un'opera letteraria, in questo caso "Il racconto d'inverno" di William Shakespeare. Ermione è la moglie di Leonte, re di Sicilia, accusata ingiustamente di infedeltà dal marito e per questo imprigionata e processata.
 
- Fiori e profumo
I fiori della Gentle Hermione sono a coppa poco profonda e hanno un'aspetto molto delicato grazie al loro colore rosa carnicino, un po' più intenso solo sulla parte esterna dei petali e verso il centro della corolla. 
I fiori hanno un diametro di circa 10 cm ed emanano un intenso profumo di mirra. Sbocciano riuniti in piccoli gruppi di due/tre esemplari.
Rispetto alle fotografie presenti nei cataloghi in rete, trovo che i fiori in realtà siano di un rosa molto più chiaro ma anche più luminoso.



- Dimensioni
120 x 100 cm circa.
- Arbusto, portamento e foglie
L'arbusto è formato da rami leggermente arcuati ed è di forma tondeggiante. 
Le foglie nuove sono rosse e poi diventano di un verde opaco e intenso.
- Resistenza   
Gentle Hermione è una varietà di rose nota per la resistenza dei suoi fiori alla pioggia, il che in primavera non guasta mai! 

giovedì 17 maggio 2018

Un regalo: la Kniphofia uvaria 'Nobilis'

Credo di aver ricevuto in regalo questa Kniphofia uvaria Nobilis un paio di anni fa. Era stata tenuta in vaso per diversi anni e non era mai riuscita a fiorire. La sua proprietaria me la ha donata nella speranza che piantata in piena terra riuscisse a farlo. 
Mi sembra di averla trapiantata nel mio giardino nell'autunno del 2016 (era molto stentata!) e questa è la prima volta che ne vedo la fioritura. La pannocchia non ha raggiunto l'altezza che da catalogo dovrebbe, è tutta gambo e poco fiore, tuttavia credo che si stia ambientando e che il prossimo anno farà ancora di meglio. Ho notato che, sempre da catalogo, la Kniphofia dovrebbe fiorire in agosto e non a fine maggio: mistero!



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