martedì 23 maggio 2017

Un nuovo arrivo tra le nandine: l'Hydrangea Quercifolia Snowflake

Un paio di settimane fa mi sono fatta tentare da una nuova ortensia, la Hydrangea quercifolia Snow Flake. Finalmente l'ho piantata. 
La ho interrata nell'aiuola delimitata dalle nandine, dove ci sono un paio di rose ht dal portamento tremendo (i fiori invece non sono male), che spero col tempo l'ortensia nasconda. 
L'ortensia fiorirà da luglio in poi e il fogliame in autunno dovrebbe essere interessante.
Nandina e ortensia mi paiono una bella coppia: vedremo se ho ragione!


Immagine tratta dal seguente sito: link

domenica 21 maggio 2017

Rose, rose e rose in una ventosa giornata di fine maggio

L'altro ieri soffiava un vento mortale, che è stato seguito da un temporale di tutto rispetto. Avendo subodorato tale sviluppo,  ho scattato qualche foto ricordo prima che tutte le piante del giardino si spiaccicassero per terra.
Le prime rose sbocciate questo mese (Rival de Paestum e Safrano), che si trovano nella zona più ampia del giardino, purtroppo avevano già perso i petali. Molte altre, però, stanno fiorendo proprio adesso, perciò l'insieme risulta abbastanza piacevole e ricco di punti di interesse.
Come si può vedere dalla prima immagine, sta prendendo sempre più forma il mio progetto di delimitare l'aiuola centrale. Abbiamo acquistato quei mattoni grigi perché quelli di prova rossi che avevo usato nei giorni scorsi (link), nonostante siano più belli,  non si abbinano cromaticamente col resto dei camminamenti. Quello che si vede, però, non è ancora il risultato finale. Per il momento i mattoni sono soltanto appoggiati a terra, mentre poi andranno interrati in modo che i mattoni orizzontali risultino a filo del terreno e quelli in verticale spuntino di circa 5 cm.  
Il progetto non costerà nemmeno molto, visto che non si tratta di molti metri: me la caverò con soli 10 €. Un po' alla volta potrei pensare di sostituire i mattoni ai sassi dappertutto.


Ma è ora di iniziare un bel giro esplorativo del giardino.  

mercoledì 10 maggio 2017

Il bello di maggio: riempitemi il giardino di iris!

Sono anni che dalle mie parti il mese di maggio è puntualmente funestato dalle piogge. 
Il risultato è che i fiori, appesantiti a dismisura dall'acqua, fanno piegare i rami fino a terra e finiscono per marcire. Tutto questo riguarda principalmente le rose, che sono le piante più significative del mio piccolo giardino, proprio durante quello che dovrebbe essere il loro momento annuale di gloria. 
Anche questo maggio la storia si è ripetuta: le rose più precoci, in particolare la banksiae e la Clair Matin, hanno già perso tutto il loro splendore e sono punteggiate da fiori dai petali viscidi e marroni.  
Per fortuna a mitigare la mia frustrazione è arrivata  la fioritura di tutti gli iris, che hanno dimostrato una maggiore resistenza di fronte allo scatenarsi degli elementi. 
Ecco allora uno dei miei iris bianchi giganti, che superano abbondantemente il metro di altezza... 


E poi ci sono gli Smoke Rings,  che sono fioriti molto copiosamente e calamitano l'attenzione grazie alla  fumosa colorazione pastello.





Davanti a loro c'è un grosso gruppo di Stachys lanata (che dovrò ridurre,  perché è una pianta davvero infestante) e di fianco la rosa Rival de Paestum.


Si avviano a fine fioritura gli iris viola/azzurri/blu, un classico dei giardini, più piccoli e più bassi rispetto ai precedenti due.   


Finalmente fiorisce contemporaneamente agli Smoke Rings anche l'iris Napoleone!  È di un colore tra il viola ed il bordeaux molto intenso, che con il cielo nuvoloso sembra quasi nero. Meraviglia!

martedì 9 maggio 2017

Brutture 2017: i miei insuccessi primaverili più clamorosi

Fino a non molto tempo fa ero  molto felice di aver spostato due delle mie rose galliche in un punto più soleggiato del giardino proprio nel momento più propizio per i trapianti. 
Le rose in questione sono una Ypsilanti e di una Du Maitre d'Ecole. Entrambe hanno sempre sofferto per la posizione in cui le ho volute piantare all'inizio e il loro disagio per l'eccessiva ombra si manifestava con l'emissione di pochi rami e la formazione di pochi fiori. 
Come sono adesso che sono esposte alla luce? Ringalluzzite? Affatto. Sono una schifezza! Il trapianto le ha estremamente stressate così adesso si ritrovano con qualche misera foglia sulla punta dei rami per il resto spogli. L'unica nota positiva è che non sono morte: non posso che augurarmi che si riprendano per il prossimo anno.
Un trapianto poco riuscito: sopravvivono a stento le mie (da sinistra destra) Ypsilanti e Du Maitre d'Ecole. Anche la Tuscany Superb (in fondo a sinistra), che non ha subito nessuno spostamento, ha la base molto spoglia. Qualcosa è andato proprio storto con le rose galliche quest'anno!

A onor del vero quest'immagine è di un paio di settimane fa e adesso le foglie sono un po' più sviluppate. 
Da notare in secondo piano la Tuscany Superb, decisamente più frondosa di Ypsilanti e Du Maitre d'Ecole ma, come la Charles de Mills di cui scrivevo l'altro giorno, con la base molto più spoglia del solito: l'odioso effetto scopettone, insomma. 
Quest'anno ho proprio l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli sgorbi: del resto il giardinaggio è così, fatto di alti e bassi a volte imprevedibili!

Una delle scorse fioriture di Du Maitre d'Ecole

Una delle scorse fioriture di Ypsilanti
 

lunedì 8 maggio 2017

A volte ritornano: la rosa a scopettone

Come il peggiore degli incubi, eccola riproporsi sotto nuove spoglie: l'agghiacciante rosa a scopettone. Foglie solo sulla punta dei rami, base completamente spoglia.... Verrebbe voglia di sradicarla, risvoltarla e usarla per spazzare il cortile. Mi bruciano gli occhi a guardarla.

Stavolta a travestirsi da scopa di saggina non è come nel 2013 la rosa Gertrude Jekyll, che nel corso degli anni fortunatamente ha ritrovato la sua dignità, bensì l'insospettabile gallica Charles de Mills. Oltre al danno la beffa, insomma, perché è una delle rose più belle in mio possesso.

Charles de Mills durante una fioritura degli anni scorsi
Io non voglio essere la solita sofistica, ma mi sorge il dubbio che sia ancora una volta questione di potatura. Ero molto soddisfatta del mio sostituto di quest'anno ma ad un'analisi più attenta non sono più così certa della bontà suo lavoro. Ho trovato un sacco di rami secchi su questa e su altre rose (in particolare, oltre alla Charles de Mills, sulla Jude the Obscure, sulla Centifolia e sulla Tuscany Superb) e mi pare che tutte quante le rose siano più vuote del solito alla base. I rami secchi andavano eliminati in corso di potatura, c'è poco da discutere: ecco perché il mio nuovo giardiniere è stato così veloce a far tutto...  
Credo proprio che seguirò il consiglio che mi ha dato questa primavera un'amica e comincerò anch'io a potare le rose in autunno, in modo da aver più tempo per portare il lavoro a termine e potermi arrangiare da sola. Se una rosa deve diventare uno sgorbio preferisco che sia colpa mia!
Comunque spero che una volta fiorita il difetto si noti un po' di meno...

 

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