mercoledì 27 aprile 2011

Una passeggiata in un altro giardino storico: il parco e il labirinto di Villa Pisani

Il parco di Villa Pisani a Stra, sulla riviera del Brenta, è molto famoso e ha anche vinto (nel 2008) il premio come parco più bello d'Italia. Occupa 11 ettari ed è cintato da mura con aperture che permettevano di vedere all'esterno il Brenta. Il parco fu progettato da Gerolamo Frigimelica de' Roberti ancor prima della villa e si ispira piuttosto chiaramente ai giardini di Versailles di Andrè Le Nôtre.
Il sito internet della Villa è ricco di foto magari più esplicative, ma io ho pensato di inserire qui di seguito le immagini dei particolari del parco che mi hanno più colpita durante la visita...


Per iniziare... Uno sguardo verso le scuderie 
Il parterre centrale e le scuderie viste dall'interno della villa
Nelle vasche non potevano mancare le ninfee...
L'erba ancora da tagliare punteggiato da fiorellini gialli
che oscillano al vento offre uno spettacolo meno formale
ma non per questo privo di fascino


L'ESEDRA


L'esedra è un padiglione risalente sempre al Settecento che si trova al centro di sei viali prospettici, ma io ho amato soprattutto le pergole di glicini in fiore che la affiancano...


Una delle due gallerie ricoperte di glicini che affiancano l'esedra
Una delle due gallerie ricoperte di glicini che affiancano l'esedra;
la bordura è di Iris japonica 
Interno della galleria con i suoi splendidi giochi di ombre
Un Iris  di colore rosa sfumato e Iris japonica presenti nelle bordure vicino all'esedra
Un'estremità dell'esedra vista dal  coffee house


IL BOSCHETTO

Il boschetto, che è situato a ovest delle scuderie, è più recente del resto del parco: fu terminato infatti nel 1820. L'atmosfera è qui molto più raccolta, anche grazie all'intrico della vegetazione che non permette di vedere il resto del parco. Risale al 1839 la ghiacciaia che si trova all'interno, mimetizzata in una montagnola dalla quale spuntano grandi busti in pietra: davvero scenografici!

Un sentiero si addentra nel boschetto dalla sommità della ghiacciaia
Uno dei busti in pietra all'interno del bosco
Un altro busto, stavolta barbuto
Sempre più immersi nel verde...
Si arriva a sorpresa a un delizioso piccolo gazebo con la cupola in ferro battuto!


IL LABIRINTO


Il labirinto e i suoi echi letterari sono i motivi per i quali ho desiderato visitare Villa Pisani: è qui, infatti, che è ambientata una parte del romanzo "Il Fuoco" di Gabriele D'Annunzio.  Lo scrittore per scrivere questo romanzo trasse ispirazione dalla sua relazione  tormentata con la chiaccheratissima Eleonora Duse, una delle attrici italiane più famose e importanti della fine dell'Ottocento e dell'inizio del Novecento. 
Il labirinto di siepi di carpino e bosso è stato progettato nel 1720 da Gerolamo Frigimelica ed è uno tra quelli meglio conservati in Europa. Quando i nobili erano in villeggiatura faceva da sfondo a giochi e... avventure amorose! 
Si potrebbe pensare che il percorso sia molto semplice, in realtà giungere alla meta occuperà un po' di tempo! Al centro del labirinto si trova una torretta, alla cui sommità è posta la statua di Minerva, dea della Ragione e protettrice di tutte le arti. Le siepi sono potate e accudite con cura, come si vede dalle foto. 
Aggirarsi in silenzio tra le mura di foglie trasporta indietro nel tempo, sembra di sentire il frusciare degli abiti delle dame del Settecento inseguite dai loro cicisbei! L'importante è cercare di evitare di andarvi a passeggiare se c'è già qualche scolaresca: le urla scalmanate degli studenti rovinano del tutto l'atmosfera!!! Meglio attendere che si allontanino facendo un giro per il resto del parco o visitando l'interno della villa!

Il labirinto e la torretta centrale visti dalle mura di cinta della villa
La torretta con la sua scala a spirale
Il labirinto visto dall'alto della torre
Il labirinto visto dall'alto della torre e sullo sfondo una delle gallerie di glicini che conducono all'esedra


IL COFFEE HOUSE E ALTRI ANGOLI DEL PARCO


Il Coffee House è un piccolo padiglione quadrato dalla forma simile a quella di un tempietto situato su una collinetta circondata da un anello d'acqua e serviva a far godere dell'aria fresca i villeggianti nei giorni più caldi. La frescura proveniva dal pavimento, sotto il quale era collocata una ghiacciaia: ingegnoso!


Le rose sono poco presenti, ma io sono riuscita a scovarle lo stesso!
Arte e natura si fondono ovunque!

martedì 26 aprile 2011

Fiori come farfalle: la Rosa chinensis mutabilis


 
AGGIORNAMENTI:
- Immagini 2014 
 

I fiori più giovani sono arancioni, quello più vecchio è rosa scuro
Qualche anno fa mi è stato chiesto un consiglio sulla scelta delle piante per la siepe del giardino di una zia; trattandosi di un giardino molto ampio io ho suggerito di creare una siepe mista comprendente anche delle chinensis mutabilis.  Le avevo sempre viste in foto e sapevo che erano adatte allo scopo. L'anno successivo, dopo averle ammirate in fiore,  ho deciso di trovare lo spazio per una pianta anche nel mio piccolo giardino. Il diverso utilizzo che ne ho dovuto fare, però, ha messo in luce il solo problema di questa rosa: la difficoltà di abbinarne i colori con altre piante. Ho cercato di risolvere la questione il meglio possibile! Ma ecco di seguito la mia esperienza inframezzata ad altre notizie sulla mutabilis!


STORIA

Come dice il nome stesso, questa rosa è di origine cinese, ma non esistono notizie più precise in proposito; pare che sia arrivata in Europa nel Settecento, ma fu identificata con precisione solo nel 1934, quando il principe Borromeo ne regalò a un vivaista ginevrino, Henri Corrévon, un esemplare che aveva coltivato fino ad allora sull’isola Bella sul Lago Maggiore col nome di Tipo Ideale.


CARATTERISTICHE

Dimensioni

La chinensis mutabilis cresce lentamente nei primi  due anni dopo l’impianto per poi esplodere in dimensioni piuttosto ragguardevoli: l’altezza varia tra i 120 e i 305 cm e la larghezza tra i 90 e i 185 cm. Se il giardiniere è molto fortunato può toccare i 4 metri…  La mia per ora è circa 100 x 200 cm.

Portamento


Il portamento della mutabilis è arbustivo, abbastanza eretto ma molto morbido. La forma del cespuglio è espansa, quasi “spettinata”. I rami, sottili, hanno delle spine piuttosto grosse ma poco fitte.  Le foglie sono appuntite, di colore verde scuro e lucide. 

Fiori

Mutabilis in versione fucsia/rosso
I fiori sono semplici, del diametro di circa 6 cm, con petali allungati e distanziati che si spiegazzano rendendo ciascun fiore simile a una farfalla posata tra i rami: non a caso questa rosa è conosciuta anche come Butterfly Rose! I fiori sono riuniti in piccoli mazzetti su steli sottili di color cremisi.
L’aspetto più caratteristico della mutabilis, però, è certamente il colore dei suoi fiori. Il colore dei petali nei boccioli è rosso scuro ma, mano a mano che il fiore si apre e invecchia, il colore passa dall’arancio, al rosa, al cremisi, al giallo, al camoscio… Gli stami sono grandi e dorati. I fiori durano a lungo e sono belli anche una volta avviati a sfiorire o se prendono la pioggia. Questo comporta la spettacolare presenza di fiori di colori diversi sulla stessa pianta nello stesso momento. La fioritura è abbondante e continua fino ai primi freddi.

Profumo

E’ definito da alcuni medio e simile a al profumo delle tea, da altri inesistente. Io sto più dalla parte dei secondi.


Rosa chinensis mutabilis e iris

Posizione e utilizzi

Come tutte le rose cinesi e, a quanto si dice, le tea, anche la chinensis mutabilis ama stare al sole parecchie ore al giorno: solo in questa maniera si esprimerà al massimo.  Essendo una pianta molto vigorosa e sana e con poche esigenze di manutenzione  viene utilizzata in gruppo perfino nelle aiuole pubbliche come coprisuolo per creare grandi macchie di colore, ma io la trovo bellissima soprattutto quando viene utilizzata per creare delle siepi. Nel mio giardino, per motivi di spazio, ne ho  solo un esemplare.


Un accostamento tra rose: Golden Celebration Rosa chinensis mutabilis

ABBINAMENTO CON ALTRE PIANTE

La particolarità della chinensis mutabilis può costituirne anche il difetto, specie se non viene coltivata in grandi macchie. Quando se ne possiede una sola, come nel mio caso, inserirla all’interno di un’aiuola è arduo. I colori dei petali sono così particolari messi tutti insieme che l’abbinamento è davvero difficile da fare e l’orrore è dietro l’angolo... 
Io ho sperimentato un accostamento che trovo piuttosto felice, quello con un’altra rosa, la Golden Celebration: il giallo di quest’ultima è piuttosto scuro ma allo stesso tempo luminoso e la forma del fiore, ricco di petali, contrasta bene con quello semplice della Mutabilis


Rosa Golden Celebration e chinensis mutabilis


Davanti alla Golden Celebration ho messo dei Geranii Cedric Morris; tra le due rose sono presenti degli iris Salonique e nigelle damascene azzurre. Vorrei aggiungere sullo sfondo della Verbena bonariensis
Mi piace molto anche l'abbinamento con il caprifoglio, che copre la retrostante recinzione.


Rosa chinensis mutabilis e caprifoglio nel mio giardino
Con la mutabilis sono molto belle anche le viole del pensiero blu: l'unico problema è che sono delle annuali e vanno, quindi, ripiantate ogni anno. 


Rosa chinensis mutabilis con viole del pensiero
Un altro abbinamento molto bello che ho visto è quello con le clematis nei toni del viola, lasciate insinuare nel cespuglio. Vorrei provare anche questo… ho giusto una Warszawska Nike da spostare… 
Molto bello anche l’accostamento con i nasturzi, ma non lo ancora sperimentato perché ho l'impressione che l’insieme dei colori sarebbe troppo deciso per la mia aiuola.

Chinensis mutabilis tra le foglie "piumose" della nigella damascena: i boccioli sono arancio, i fiori maturi rosa chiaro e quello sfiorito fucsia. La rosa bianca è una Safrano

POTATURA

La mutabilis non ama le potature: meglio esimersi dal farne se non per eliminare i rami secchi o danneggiati o qualche ramo fuori controllo, ma non prima del suo quarto anno di età. La prima primavera dopo l'impianto la mia mutabilis è stata potata per errore dal giardiniere (ogni anno mi fa fuori una rosa diversa) e, in effetti, quell'anno non è ricresciuta quasi per niente e ho visto pochissimi fiori.  


sabato 23 aprile 2011

Una gigante: la Rosa banksiae lutea e le sue sorelle



 AGGIORNAMENTI:

 
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La Banksiae Lutea sul cedro
Uno dei miei sogni proibiti era avere in giardino una Rosa banksiae lutea: me ne sono innamorata quando un bel mattino di aprile di tre anni fa, andando a lavorare,  ho alzato gli occhi e ho scoperto che, su un cedro alto una decina di metri accanto al quale ero passata davanti per mesi, si arrampicava una maestosa banksiae lutea, in quel momento all’apice della fioritura. 
Ho parlato di questa scoperta al lavoro ed è saltato fuori che la sorella della mia capa ne aveva un esemplare in giardino: ho subito chiesto se ne potevo avere un rametto per farne qualche talea e l'autunno successivo mi è arrivato in omaggio un intero fascio di rami alti due metri… 

Fioritura 2014
E' stata un'impresa infilarli in macchina! Comunque.. Mi sono messa al lavoro e ho taleato i rametti col mio solito metodo. Due talee sono sopravvissute all'inverno, ma da allora  non hanno mai fiorito. Sono quindi rimasta sempre nel dubbio che non si trattasse esattamente della desiderata B. lutea.  Finalmente siamo alla resa dei conti! La talea che ho posto a un'estremità della lunga pergola dietro casa ha mostrato i primi segni della formazione di boccioli e poi i fiori! Si è dimostrata proprio una Rosa banksiae lutea! Finalmente posso riempirmi gli occhi di quello stesso spettacolo (in piccolo per ora)! 
Ma dopo la storia della mia banksiae, passiamo a quella della categoria in generale, alle sue caratteristiche ed esigenze. Ecco i risultati dei miei approfonditi studi! 


I primi boccioli della mia talea di
banksiae di tre anni (2011)
I primi boccioli della mia talea di
banksiae di tre anni (2011)






STORIA

Le banksiae sono coltivate in Cina fina dal Cinquecento, ma sono arrivate in Europa solo tra il Settecento e l’Ottocento. Oggi esistono cinque varietà di Banksiae, ma nei cataloghi inglesi di metà Ottocento ne erano presenti ben 24. Fu sir Joseph Banks, un botanico della fine del Settecento e fondatore della Royal Horticultural Society, a sceglierne il nome, in omaggio alla moglie, Lady Banks. Si tratta di una cosa piuttosto ricorrente nella denominazione delle rose: mi vengono in mente, ad esempio, la rosa chiamata Mme Pierre Oger e quella chiamata  Mme Alfred  Carrière.


VARIETA


R. Banksiae Normalis
(foto tratta da http://www.lerosediposillipo.it)
Rosa banksiae normalis: è la rosa specie, che proviene dal sud della Cina, dove è utilizzata spesso come siepe per separare i campi.  
Lo sviluppo della pianta è notevole, è priva di spine e a fioritura precoce. 
I fiori sono semplici, con stami dorati e profuma di violette.


I primi fiori della mia banksiae lutea (2011)




Rosa banksiae lutea: arrivò in Europa nel 1824 tramite l’Horticultural Society
Come tutte le banksiae raggiunge notevoli dimensioni e ha un’unica fioritura precoce. 
I fiori sono piccoli e stradoppi, riuniti in mazzetti lungo i tralci e di un colore giallo paglierino molto particolare. 
Non profuma. 
Deriva probabilmente da un incrocio con una rosa cinese gialla. 
E’ la banksiae più rustica e con fioritura più abbondante.



R. Banksiae Alba Plena (foto tratta da http://myvisionscape.com)
Rosa banksiae alba plena / Rosa banksiae banksiae: è come la Lutea, ma il colore dei fiori è bianco. E’ la prima Banksiae arrivata in Europa, nel 1807.  



R. Banksiae Lutescens (fotro tratta da http://www.photomazza.com)
 








Rosa banksiae lutescens: è la forma a fiore semplice della B. Lutea, con corolle, però un po’ più grandi.











R. Purezza (foto tratta da http://vivaiolacampanella.com)


Purezza: è un ibrido creato da un italiano, Quinto Mansuino, negli anni Sessanta del Novecento. 
I fiori sono di colore bianco puro.  
A differenza delle altre banksiae le foglie della Purezza sono più scure ed è possibile una leggera rifiorenza.





 



CARATTERISTICHE GENERALI


Dimensioni


Le banksiae possono raggiungere i 15 m di altezza senza problema, hanno rami lunghi e sottili senza spine. La rosa più grande  del mondo, che si trova a Tombstone, in Arizona, è proprio una banksiae banksiae di più di cent’anni: bisogna essere consci delle sue misure quando si colloca una Banksiae nel proprio giardino, insomma! Personalmente spero di non averla sottovalutata... 


La mia banksiae nel 2013
Fioritura


Tranne la Purezza, tutte le altre banksiae hanno una fioritura unica e precoce (a partire da metà aprile). 


Portamento


Queste rose hanno un portamento sarmentoso e sono autoportanti. Questo significa che necessitano di un sostegno solo durante i primi anni dopo l’impianto, finché non si forma un tronco che è in grado di sostenere il peso del resto della pianta.


Fiori


I fiori sono piccoli ( 3-3,5 cm di diametro) e riuniti in mazzi spettacolari. La fioritura avviene sul legno vecchio, perciò bisogna far attenzione a non esagerare con le potature!  
I frutti, che vengono prodotti di rado, sono rosso scuro e grandi come piselli. 


La mia Banksiae sulla pergola in piena fioritura nel 2011
Posizione e utilizzi


Queste rose amano i luoghi caldi, soleggiati e asciutti. Per questo è consigliato piantarle contro un muro o una parete riparata al nord. 
Il tronco può soffrire le brinate e, quand'è maturo, tende a sfogliarsi  assumendo un colore arancio – ruggine. 
Le banksianae sono spesso utilizzate per ricoprire pergolati, muri di cinta di passaggio (perché prive di spine) o abbinate ad alberi molto grandi (come nel caso della rosa vicino a dove lavoro). In quest’ultimo caso la rosa andrà piantata ad una cinquantina di centimetri dal tronco dell’albero.

POTATURA

Solitamente le banksiae non si potano, se non ogni tanto allo scopo di tenerle "pulite" e di contenerle.

La mia banksiae lutea vista dall'alto nel 2014

giovedì 21 aprile 2011

Guida ai rimedi naturali contro gli afidi con ricetta per la pozione all'aglio

Afidi
Chi sono gli afidi?

La primavera porta con sé l'annoso problema degli afidi: questi insetti misurano una manciata di millimetri ma formano colonie numerose sulle parti più tenere delle piante e ne succhiano la linfa, indebolendole. Oltre a essere decisamente antiestetici, gli afidi creano alle piante vari altri problemi: attraverso la saliva possono trasmettere virus e provocare la deformazione delle parti attaccate, inoltre emettono un liquido, la melata, che favorisce lo sviluppo di funghi e attira le formiche. Le formiche vivono quasi in simbiosi con gli afidi: si prendono, infatti, la melata e in cambio li spostano da un posto all'altro, come se li allevassero. Proprio per questa relazione gli afidi vengono anche chiamati "le mucche delle formiche"!

Rimedi contro gli afidi

Credo che in un giardino sia meglio per quanto possibile evitare di usare insetticidi, in modo da non eliminare anche gli insetti utili. Cimici e coccinelle, ad esempio, si cibano di afidi ma non bastano a eliminare il problema che questi ultimi rappresentano. Per questo contro gli afidi mi affido a un paio di rimedi fai da te. 

Ingredienti per creare una pozione anti-afidi naturale
1. La pozione puzzolente (con ingredienti di facilissimo reperimento) che uso sempre sulle rose con successo: 

RICETTA DELLA POZIONE ANTI-AFIDI ALL'AGLIO

- Ingredienti:

- 1 bottiglia di acqua del rubinetto (1,5 l)
- una decina di spicchi d'aglio (possibilmente tritati)
- 1/8 di sapone di Marsiglia tritato (circa 30 g)
- 1 cucchiaio di alcool denaturato

- Procedimento:

Infilare nella bottiglia d'acqua tutti gli altri ingredienti e agitare bene il tutto. Lasciare riposare la pozione per almeno 3-4 giorni. Filtrare la pozione e inserirla in uno spruzzatore: la pozione è pronta per l'uso! Vaporizzare le piante infestate una volta al giorno a giorni alterni. In meno di  una settimana gli afidi saranno debellati.  Riutilizzare in caso di necessità.

- Somministrazione: 

Vaporizzare la pozione sulle piante la mattina presto oppure la sera. Se spruzzata su piante che si trovano al sole, l'alcool provoca la bruciatura e la caduta delle foglie!!! 
L'intruglio si conserva a lungo senza problemi: più i giorni passano più puzza e meno gli afidi la gradiscono...

2. Rimedio cruento: ottimo quando il numero di afidi da eliminare è limitato... Far fuori gli afidi manualmente con l'ausilio di guanti usa e getta. 


Ecco altri rimedi che mi sono segnata ma non ho sperimentato personalmente:


3. Innaffiare le piante con un getto d'acqua piuttosto potente (ma lo trovo davvero uno spreco!)

4. Pozione al tabacco (per fare questo intruglio bisogna essere fumatori o averne in casa!): lasciar macerare per 2-3 giorni in un litro d'acqua una manciata di mozziconi di sigaretta, filtrare l'acqua e poi spruzzarla sulle piante infestate.

mercoledì 20 aprile 2011

Un nuovo abbinamento per la Stipa tenuissima

Le rose che ho comprato domenica scorsa, Rival de Paestum e Safrano, sono andate a far compagnia alla Stipa tenuissima; gli accostamenti promettono bene, soprattutto quello con la Safrano, che ha i fiori ancora freschi ed è più grandicella della Rival de Paestum!

Stipa tenuissima con la rosa tè Safrano

martedì 19 aprile 2011

Non c'è primavera che si rispetti senza il glicine

La  classica Wisteria Sinensis che si trova nel mio giardino
Nonostante sia un arbusto diffusissimo, il glicine o, meglio, Wisteria sinensis,  non smette di esercitare il suo fascino. Quando fiorisce e il suo profumo si espande per tutto il giardino significa che la primavera è davvero iniziata! 
L'archetto ricoperto dal glicine
Il glicine arrivò in Europa dall'Asia nell'Ottocento e si diffuse rapidamente per la sua rusticità e la spettacolarità della fioritura primaverile (quella estiva è molto più scarsa). 
Il colore dei fiori più diffuso è il viola, ma esistono anche varietà dai fiori bianchi, rosa, azzurri e porpora scuro. 
Il mio glicine è un esemplare dal classico colore viola pastello ed ha almeno una ventina d'anni. Si arrampica su un arco di metallo che sovrasta un cancello e il supporto ormai è stato letteralmente stritolato dai rami, ma la pianta mantiene la progettata forma arcuata. 
Il glicine è un rampicante molto vigoroso e, pur trovandosi nel mio caso in pieno sole tutto il giorno, non necessita di annaffiature o di concimazioni; il suo maggior difetto è la dimensione, che devo far contenere ogni primavera con un drastico accorciamento dei rami secondari cresciuti l'anno precedente. 
Il supporto del glicine fagocitato dai rami
Molti desistono dall'inserire un glicine nel proprio giardino perché temono che le radici sollevino pavimentazioni o si insinuino sotto i muri distruggendoli: ecco la mia esperienza. 
Attorno alle radici non è possibile piantare niente perché sono molto grosse anche in superficie; nonostante ciò le radici non hanno creato alcun problema né al muretto né alla pavimentazione  che gli si trovano da sempre accanto. A onor del vero il lato opposto a questi elementi è occupato da un semplice prato dove probabilmente le radici del glicine  possono "sguazzare" senza alcun impedimento. Lo testimonierebbe il fatto che talvolta tra l'erba del prato spunta qualche foglia di glicine anche a due-tre metri dalla pianta vera e propria! 
Un piccolo accorgimento che utilizzo per evitare che gli uccelli si mangino i boccioli è inserire tra i rami spogli delle striscioline di carta argentata che poi fisso con delle graffette:  i luccichii che provoca il loro svolazzare al vento tengono lontani i voraci volatili e, una volta fiorite le spighe, le striscioline si mimetizzano tra la vegetazione!  

1 e 2. Le spighe del glicine all'inizio della loro formazione:
sembrano fatte di vetro!
3. Le spighe fiorite!

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