giovedì 25 febbraio 2016

Prima missione dell'anno compiuta: talee di rosa 2016

Oggi ho portato a termine uno dei miei progetti per il 2016, quello delle talee di rosa. Ho spiegato come si fanno lo scorso anno qui (link)! 
 
Stavolta sono di quattro varietà:
1. Talee di Paul's Scarlet Climber, una rampicante moderna di colore rosso ciliegia,  che mi servono per sostituire la pianta madre; 
2. Talee di Centifolia, che sono un regalo per il giardino della nuova casa di una cara amica;
3. Talee di White Meidiland, una tappezzante bianca moderna dal sapore antico, che finiranno a casa di un altro amico,  lo stesso per il quale le avevo fatto lo scorso anno; 
4. Talee di una rosa gallica di colore rosa, Ypsilanti, da piantare poi nella zona del mio giardino più soleggiata: lì potrà crescere più rigogliosa ed essere più visibile rispetto a dove si trova la pianta madre. 
Volevo riprodurre per gli stessi motivi anche la Rose du Maitre d'Ecole, che è una gallica di colore grigio-viola, ma al momento i suoi rami sono troppo corti e ci sono ancora pochissimi germogli. A lei ripenserò a settembre, sperando che qualche ramo si sia allungato a sufficienza per l'operazione.  
Quale sarà la mia percentuale di successo stavolta? Chissà...

Le mie taleedi rosa di quest'anno

mercoledì 24 febbraio 2016

Cosa sta spuntando e cosa non sta spuntando nel mio giardino...

Ecco come si presenta il mio giardino in questi giorni di potature: i rami di alberi e arbusti sono ancora spogli, naturalmente, ma i primi germogli sono ben visibili. 
Ci sono un sacco di narcisi, tra cui quelli più vecchi, quelli gialli, sono già sul punto di fiorire... 

Narcisi gialli
I bicolore (bianco e rosa pallido) Accent per fortuna sono rispuntati, anche se non si sono moltiplicati affatto...

Narcisi Accent
Anche questi altri narcisi dovrebbero essere degli Accent, ma non ne sono certa: non riesco a ricordare di preciso dove ho piantato i vari gruppi di bulbi. Avrei dovuto segnarmelo.


Anche il narciso bianco e giallo venuto da non si sa dove che ho trovato nel giardino più ombroso la scorsa primavera e ho subito trapiantato nell'aiuola più grande e luminosa si è ambientato:


Delle due peonie che ho comprato lo scorso autunno solo una è spuntata: non so se sia una Sarah Bernhardt o una Bowl of Beauty perché quando le ho comprate le hanno mescolate. Spero ancora che anche la seconda sia viva e che si decida a emergere dal terreno nei prossimi giorni. 
Quella della fotografia si trova sotto un piccolo acero nell'aiuola più grande del giardino, l'altra accanto a una vecchia peonia non meglio identificata. 

Peonia Sarah Bernhardt o Bowl of Beauty
Ed ecco gli iris comprati la passata primavera. 
Il primo, Smokey Ring, lo scorso anno non è fiorito e anche adesso pare stentare: dopo aver fatto le fotografie ho tolto tutte le erbacce  intorno sperando che la cosa gli giovi. 
Il secondo, Napoleon, l'anno scorso ha prodotto un bel fiore e anche adesso ha un aspetto più vivace del suo compagno. 
Gli altri iris sparsi in giardino si sono allargati davvero tanto: sarebbe il caso di dividerli. Se troverò il tempo di farlo mi metterò all'opera.

Iris Smokey Ring
Iris Napoleon
Questi narcisi, muscari e aquilegie in vaso, invece, sono da trapiantare dall'anno scorso... Che pigra!


E per finire ecco cos'ho trovato nello spazio in cui si trovava prima la rosa Golden Celebration: una specie di palma. Odio le palme. Ho già contattato un estimatore che se la prenderà e la metterà in vaso: deve sparire il prima possibile.


Per oggi è tutto!


mercoledì 17 febbraio 2016

Un'altra pianta adatta all'ombra: l'Aspidistra

Questo pomeriggio stavo facendo un giro esplorativo del giardino e mi sono soffermata sull'angolo di casa che utilizziamo per riparare le piante del terrazzo durante l'inverno: tra di loro spiccava la sempreverde Aspidistra.
Ci sono alcune piante che lego immancabilmente alla mia infanzia e tra queste c'è proprio l'Aspidistra. Non parlo soltanto dei due grandi vasi che ancora oggi riempiono il mio terrazzo: era una pianta che si vedeva proprio in tutte le case ma che adesso è caduta un po' in disuso. 
Forse ha stancato perché troppo vista, forse è una pianta dall'aspetto troppo umile, forse le sono state preferite piante più vivaci e vistose... Eppure ha davvero un sacco di potenzialità: è sempreverde e adatta a luoghi ombrosi e ventosi, ambienti notoriamente difficili per la maggior parte delle piante. 
Ricordo dei bellissimi ma bui cortili interni a Venezia trasformati in vere e proprie piccole giungle da grandi vasi di Aspidistra: è una perenne da riscoprire!

Foglie di una delle mie Aspidistre: qualcuna è bruciata dal freddo, ma basterà eliminarle: tra poco cominceranno a spuntare quelle nuove.

CARATTERISTICHE GENERALI E ORIGINI

L'Aspidistra è una pianta erbacea perenne rizomatosa originaria dell'Asia orientale e dell'Africa. 
Il suo nome deriva dal greco ασπίς, "scudo", ed è quindi legato alla forma delle sue foglie, che ricordano, appunto, quell'arma. 

MISURE

L'Aspidistra raggiunge un'altezza di circa 60 cm

FOGLIE

L'Aspidistra è nota per la decoratività delle sue grandi foglie di colore verde lucido scuro e brillante e dalla forma stretta e ovale
Il fogliame è sempreverde e in primavera spunta dal terreno direttamente dalle radici. 
Esistono varietà verdi e variegate. 

Foglie di Aspidistra Snow Peaks che emergono dal terreno in primavera (Link)


FIORI

I fiori dell'Aspidistra, che sbocciano d'estate, sono difficili da individuare perché spuntano dal terreno ma non ci si perde niente: sono proprio insignificanti, per non dire bruttini. Le mie Aspidistre hanno talmente tante foglie che non credo abbiano proprio lo spazio per formarsi. 

Fiori di Aspidistra elatior  Blume fotografati da Pierfranco e postati sul forum Acta Palntarum (link)
I miei vasi di Aspidistra oggi, verso la fine dell'inverno 

ESPOSIZIONE 

L'Aspidistra ama le zone ombrose e non gradisce l'esposizione diretta ai raggi solari, che ne scoloriscono le foglie. Teme le temperature sotto i - 5° C, perciò io dalla primavera ad autunno inoltrato tengo le mie piante sul terrazzo e in inverno le sposto in una zona del giardino più riparata. L'unico problema che possono avere è la "bruciatura" di qualche foglia ma non è niente di grave: basta rimuovere le foglie rovinate in primavera che saranno poi sostituite da quelle nuove. 
Possono essere anche piantate direttamente a terra: in tal caso la base di un albero rappresenta un ambiente perfetto perché sempre ombreggiato e riparato nei periodi dell'anno più freddi.

CURE

La crescita dell'Aspidistra è molto lenta, il che è un grosso vantaggio per chi decide di tenerla in vaso: non serve rinvasarla molto spesso.
E' una pianta per il resto molto resistente: non ha bisogno di frequenti innaffiature né di frequenti concimazioni. 
D'estate resiste molto bene alle alte temperature e a periodi di siccità.

UTILIZZI

Adatta ad essere coltivata in piena terra e anche in vaso, non è molto vistosa ma può fare da sfondo ad altre piante fiorite e non e rendere meno vuoti gli spazi di terrazzi e giardini durante l'inverno.
Le foglie di Aspidistra sono molto usate nelle composizioni floreali lasciate intere, tagliate oppure ripiegate nei modi più diversi.

Meraviglioso ikebana con Aspidistra e Allium di  Keith Stanley (Link)


ACCOSTAMENTI

Gli accostamenti più classici sono quelli con la Liriope (come sul mio terrazzo), Ophiopogon, Pachysandra, Waldsteinia e felci.

Aspidistra e felci in una fotografia di  Aaron Odland (Link)


MOLTIPLICAZIONE

L'Aspidistra si moltiplica in primavera per divisione dei rizomi.

Accostamenti dal sapore molto moderno tra Aspidistra, Liriope, Riphsalis e felce Asparagus  in un giardino su un tetto (Link)
Nei prossimi mesi, quando sono più verdi, devo ricordare di scattare qualche altra fotografia alle mie Aspidistre e aggiungerle qui!

FONTI AGGIUNTIVE

- C. Brickell (a cura di), La grande enciclopedia delle piante e dei fiori, Editoriale Giorgio Mondadori, 2007. 
- D. Squire, Innesti e talee e altri metodi di propagazione, Il Castello, 2008.
- www. priola.it
- www.giardinaggio.it

martedì 16 febbraio 2016

Sui blocchi di partenza: tra poco si pota!

Siamo a metà febbraio ed è tempo di ripassare i manuali di potatura, indossare gli stivali di gomma e tirar fuori dal cassetto forbici e guanti! 
Negli scorsi anni ho sempre potato le rose un po' prima rispetto a stavolta ma nel 2015 ho passato una brutta disavventura. Subito dopo aver potato c'è stata un'imprevista gelata e ben quattro rose ne hanno risentito: parte dei loro rami sono morti (si trattava di Jude the Obscure, Grace, Golden Celebration e Chinensis Mutabilis). Una, una meravigliosa e gigantesca Golden Celebration, evidentemente troppo indebolita dalla gelata, si è ulteriormente ammalata e la ho dovuta sradicare per non permettere al contagio di estendersi alle altre piante. 
Come ho già accennato, la potatura 2016 sarà più semplice: le rose più impegnative saranno come al solito le rampicanti (Phyllis Bide, Clair Matin e Pierre de Ronsard in particolare), non toccherò le antiche e spunterò soltanto le inglesi. Potatura un po' più decisa su Rival de Paestum e Safrano, ma non ci vorrà molto tempo perché le piante sono piccole.
E per finire tante talee! Lo scorso anno ho taleato per la prima volta in questo periodo con risultati rassicuranti: non vedo l'ora di riprovarci. Ci terrei in particolare a riprodurre la rampicante Paul's Scarlet perché la pianta madre è quasi esaurita e veramente troppo sgraziata: è indispensabile la sostituzione. Riprodurrò la Du Maitre d'Ecole per collocarla al sole e un'altra antica ancora da decidere per un'amica. Chissà se le galliche sono molto più difficili da taleare rispetto alle moderne: lo saprò nei prossimi mesi.
Appena smetterà di piovere mi metterò al lavoro: spero di non combinare guai stavolta... Vade retro, gelate!




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