venerdì 27 febbraio 2015

Un libricino interessante su innesti, talee e altri metodi di propagazione

In questi giorni ho scovato un libro molto carino sui metodi di propagazione delle piante. 
Il libro, scritto da David Squire, si intitola Innesti e talee e altri metodi di propagazione.
Si tratta di un testo molto semplice, adatto a chi, come me, pratica il giardinaggio a livello amatoriale. 
Il libro inizia con un elenco dell'attrezzatura e dei materiali necessari a propagare le piante e continua con capitoli relativi ai vari metodi di riproduzione possibili: semina, taleaggio, divisione, propaggine e innesto. Ogni capitolo è corredato da disegni esplicativi ed esempi specifici.
Alla fine del libro, inoltre, si trova un elenco di piante e per ciascuna si esse è indicato il miglior metodo per riprodurla: mi sembra molto utile a risolvere velocemente i dubbi in proposito!
Io per ora mi sono concentrata sulla divisione, dato che ho affrontato il tema molto recentemente al corso sulle perenni da Priola (link) e prevedo di effettuare qualcuna proprio nei prossimi giorni! 

Ecco i dati relativi al libro, comunque: 

Squire D., Innesti e talee e altri metodi di propagazione, Il Castello, 2010.

giovedì 26 febbraio 2015

Come curare le perenni? I consigli di un maestro

Alchemilla mollis

Come già detto, al corso di sabato scorso (link) non si è parlato soltanto di rose (link) ma anche di perenni. Maestro d'eccezione è stato Pierluigi Priola, che ci ha dato tantissimi consigli utili su come curare i nostri giardini. 

A. UTILIZZO E SCELTA DELLE PERENNI


Le perenni sono le piante da compagnia perfette per le rose perché hanno un apparato radicale superficiale che non

mercoledì 25 febbraio 2015

Potatura e coltivazione delle rose: le dritte sulle rose di un professionista

Come avevo già accennato nei giorni scorsi (link), al corso a cui ho partecipato sabato è stato dedicato molto tempo all'argomento "rose". 
Il nostro Cicerone nel mondo della potatura e della coltivazione della regina dei fiori è stato Vittorio Barni, un nome decisamente noto nel panorama italiano, dato che il vivaio Barni è uno dei più famosi del nostro Paese in particolare per l'ibridazione di nuove varietà. 
Ecco un riassunto dei suoi consigli per coltivare le rose al meglio. 
Io ho scoperto di aver fatto bene con gli arbusti ma male con la quasi totalità delle rampicanti! Ciò non mi deprime, mi fornisce anzi nuovi stimoli per rinnovare e migliorare il mio giardino!


SOMMARIO

1. Potatura

    A. Rose moderne
          - Ht (ibridi di tea) e floribunde
          - Rose paesaggistiche, striscianti e ricadenti

    B. Rose antiche

    C. Rose rampicanti
          - Climber o rambler?
          - Varietà a grande sviluppo

2. Esigenze

3. Impianto  
      
4. Spostamento

5. Concimazione

6. Pacciamatura

7. Innaffiatura

8. Malattie

9. Moltiplicazione


1. POTATURA

Iniziamo con l'argomento più ostico, la potatura.

Lo scopo della potatura è ottenere fioriture più copiose, prolungate e ripetute.

Il taglio deve essere leggermente obliquo circa mezzo centimetro sopra l'occhio vegetante. Non si può potare dove non ci sono gemme perché da lì non spunterà nessun nuovo ramo.

Il periodo giusto per potare coincide generalmente con l'inizio della ripresa vegetativa, cioè circa la metà di gennaio. La fase ideale in cui effettuare la potatura è la prima metà di febbraio (zone pianeggianti del Veneto). 

A. ROSE MODERNE

- Ht (ibridi di tea) e floribunde

Una floribunda nel mio giardino
Sono le rose più diffuse nei giardini. Ht e floribunde si differenziano solo per il numero di fiori per ramo che producono: le ht ne producono uno, le floribunde mazzetti.

Queste rose fioriscono sulla vegetazione nuova e quindi necessitano di potature decise al fine di rinnovare la pianta.

La pianta va portata a 20/30 cm d'altezza, cioè a 3/4 occhi dal piede
Bisogna, inoltre, riportare al piede la rosa nella parte interna per dare all'arbusto una forma tondeggiante e arieggiarlo.

Se negli anni la rosa ha subito potature sbagliate, cioè troppo

martedì 24 febbraio 2015

Bulbi tentatori...

Io ce la metto davvero tutta per scegliere le mie piante con cura e comprare solo quelle necessarie, ma come posso passare davanti a interi scaffali di economici bulbi di narcisi, crochi e muscari senza battere ciglio? E così eccomi uscita dall'Ikea con quattro vasetti di bulbi invece che con un mobile!



Trattasi di:
- Crocus: non li ho mai avuti. "Sono piante che si potrebbero perfino naturalizzare in giardino" penso... "Per un paio di euro!" Ed ecco che il vasetto finisce quasi da solo nel carrello. 
- Muscari bianchi: "Ho solo quelli azzurri! Vuoi non fare la coppia?" Il secondo vaso atterra nel carrello.
- Narcisi con petali stradoppi bianchi e narcisi bicolore giallo e arancio dai petali che parrebbero curvi all'indietro: i narcisi sono i miei bulbi primaverili preferiti e ho solo quelli classici gialli dato che quelli bianchi e rosa comprati lo scorso anno a Ortogiardino sembrano non essere rispuntati. "Dovrò pur consolarmi per questa perdita!" E così ho afferrato anche gli ultimi due vasetti! 
Appena mi sarà passato il raffreddore sistemerò tutti i miei nuovi bulbi da qualche parte! 


domenica 22 febbraio 2015

Corso di potatura e coltivazione di rose ed erbacee perenni al vivaio Priola di Treviso

Da anni desideravo partecipare a un corso di potatura delle rose ma questi si svolgevano sempre troppo lontano da dove vivo: quest'anno, però, ne è stato organizzato uno molto più vicino, al vivaio Priola di Treviso. Appena ne ho avuto notizia mi sono iscritta e sono molto soddisfatta di come è andata la giornata: consiglierei a chiunque di partecipare. 


Come si è svolto? La mattinata è stata dedicata tutta alle rose: si è parlato principalmente di potatura, ma anche di impianto, concimazione e cure. Il corso è stato tenuto da Vittorio Barni, dell'omonimo vivaio pistoiese. Il vivaio Barni è famoso perché non si occupa solo di vendita ma, caso quasi unico in Italia, anche di ibridazione di rose. Rispetto ad altri corsi che si svolgono in aziende che si dedicano esclusivamente alle rose, è mancata per noi "studenti" la possibilità di applicare a livello pratico i principi che ci sono stati spiegati. Poco male: il nostro insegnante ci ha fornito diversi esempi pratici di potatura su esemplari di rosa in vaso. 
Dopo pranzo la parola è passata inizialmente al signor

sabato 14 febbraio 2015

Altre talee, stavolta direttamente a dimora!

Ieri non ho soltanto preparato delle talee in vaso ma ho anche provato a farne qualcuna direttamente in terra! Questo tipo di talea è il mio preferito: se va va, se non va provo a rifarla l'anno dopo! Più comodo di così! Perfetto per i pigri!
Il mese scorso ho potato la rosa Safrano ed, essendomi rimasti parecchi bei scarti di potatura, ho provato a piantare tre di quei rametti per terra. 

venerdì 13 febbraio 2015

Talee di White Meidiland a febbraio? Ci provo!

Particolare di un fiore di White Meidiland 
La scorsa estate un amico mi ha chiesto qualche talea delle mie rose White Meidiland per il suo giardino. 
Ho acconsentito volentieri ma il lavoro in quel periodo dell'anno mi assorbe sempre così tanto che  ho completamente dimenticato di fargliele: proverò quindi per la prima volta a taleare delle rose in vaso a febbraio! Doppia sfida! Chissà se avrò successo!
Purtroppo quest'anno non ho molti rami a disposizione perché anche le rose White Meidiland sono tra le vittime fatte da mio padre in un pomeriggio estivo che deve essere stato per lui particolarmente noioso! Questi sono gli svantaggi del gestire un giardino familiare...

PROCEDIMENTO

A. Scelta e taglio dei rami da utilizzare come talee

1. Ho scelto porzioni di ramo di rosa cresciuti nel corso della passata stagione. 
Dalla potatura sono riuscita a recuperare solo otto rametti

sabato 7 febbraio 2015

Chaenomeles: ed è subito primavera!

Ci sono due arbusti molto diffusi che con la loro fioritura puntualmente danno il via alla primavera nei giardini, nei parchi e perfino lungo le strade: la gialla, intensamente profumata forsizia (Forsythia) e la rosa Chaenomeles (spesso chiamata Fiore di pesco o Cotogno giapponese). 
Io possiedo la Chaenomeles japonica, dono di parecchi anni fa di un'anziana amica di famiglia.



CARATTERISTICHE

Origini e scoperta

La Chaenomeles è un  arbusto che fa parte della famiglia delle Rosaceae ed è di origine orientale
La sua scoperta risale alla fine del Settecento, quando un naturalista svedese, Carl Peter Thunberg, lo identificò per la prima volta nei boschi delle montagne del Giappone.
Una curiosità: è un arbusto molto apprezzato per creare bonsai.

Dimensioni

Il  fiore di pesco è un arbusto deciduo di dimensioni medie che si sviluppa prevalentemente in larghezza, un po' a ventaglio (1,5 x 2 m). 
Il mio è alto poco più di un metro e mezzo.

Forma dell'arbusto

L'arbusto della Chaenomeles è eretto ed è costituito da rami piuttosto radi, forniti di lunghe spine che tendono a incrociarsi quando la pianta non viene potata. 
  
Fioritura


La fioritura della Chaenomeles è molto precoce: avviene, infatti, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. I primi fiori possono comparire già a fine gennaio/inizio febbraio.  
La fioritura dell'arbusto, che per il resto dell'anno è tutt'altro che decorativo, è spettacolare: i rami ancora spogli si riempiono completamente di piccoli fiori caratterizzati da petali di un colore molto intenso tra il rosa e il rosso e da vistosi stami gialli.  
I fiori, che non sono profumati, sono composti da cinque petali e hanno un diametro di circa tre centimetri. Essi permangono sulla pianta per 4/6 settimane.

Foglie

Le foglie, che iniziano a comparire alla fine della fioritura, sono piccole, ovali e seghettate. 
Inizialmente di colore bruno, diventano di colore verde medio per poi diventare gialle e cadere in autunno.

Frutti

I frutti che l'arbusto produce a fine stagione testimoniano la stretta parentela tra questa pianta e i meli cotogni: i frutti, infatti, somigliano a piccole mele sferiche di circa 5 centimetri di diametro. La loro buccia è gialla e, a differenza dei fiori, sono profumati.
So che i frutti, che si prestano a numerose preparazioni, sono commestibili una volta cotti. Io, però, per ora non li ho ancora utilizzati.

Esposizione

Predilige aree con inverni da freschi a freddi e preferisce essere posizionata al sole.
E' una pianta molto rustica, che resiste sia a temperature molto basse (fino a -20°C) sia a periodi di siccità.


Cure e potatura

La Chaenomeles non ha particolari esigenze per quanto riguarda la composizione del terreno e le concimazioni.
Si tratta, dunque, di un arbusto molto rustico.
L'unica cura davvero necessaria per ottenere un bel cespuglio è la potatura dopo la fioritura. Gli arbusti che fioriscono presto in primavera, infatti, vanno potati proprio in quel momento per permettere la formazione di nuovi rami sui quali avverrà la fioritura l'anno successivo. 
Devo fare outing e confessare che non l'ho mai fatta, infatti l'arbusto della mia Chaenomeles è molto disordinato. Quest'anno ho deciso si rimediare: condivido, quindi, le indicazioni che ho trovato in proposito sui miei libri e sul web.
Dopo la fioritura i rami formatisi nell'anno precedente vanno accorciati a tre gemme dalla base. Vanno inoltre eliminati i rami storti o secchi. Alcuni dei fusti più vecchi andrebbero tagliati rasoterra ogni anno o due per far posto a nuovi germogli.

Primi fiori a fine gennaio del 2015

Utilizzi e accostamenti

La Chaenomeles non forma un arbusto particolarmente ordinato e fitto, perciò è più adatta a formare siepi miste informali, magari affiancata da arbusti dal fogliame più interessante durante il periodo estivo, quando la Chaenomeles diventa particolarmente anonima. 
L'accostamento a contrasto con la Forsythia, altro arbusto dalla fioritura precoce (e anche profumata) è molto allegro ed illumina le ultime giornate d'inverno: nella mia cittadina questo accostamento è stato scelto addirittura per le aiuole comunali delle piste ciclabili.
In effetti il Fiore di pesco spesso viene coltivato proprio lungo le strade asfaltate e bianche sia per la fioritura precoce che, soprattutto, per la resistenza a polvere e gas di scarico. 
Nel mio giardino la Chaenomeles con l'Euphorbia characias, un'alta erbacea perenne dalle infiorescenze molto particolari...

Chaenomeles japonica in primo piano e infiorescenze di Euphorbia characias sullo sfondo

Fonti:

-  Nel giardino: arbusti fioriti, Logos, 2007.
- Bown D., L'enciclopedia delle erbe, Cairo Editore, 2011.
- Brickell C. (a cura di), La grande enciclopedia. Piante e fiori, Editoriale Giorgio Mondadori, 2007.
- Pallavicini M. (a cura di), Impariamo a potare. L'arte delle forbici in giardino, nel frutteto, sul balcone, Antonio Vallardi Editore, 2012. 
- http://www.giardinaggio.it/giardino/piante/fior-di-pesco.asp

giovedì 5 febbraio 2015

Primi risvegli

Il giardino comincia già a svegliarsi!  E' già in fiore la sgargiante Chaenomeles japonica... 

Chaenomeles japonica

Foglie ben visibili per gli alti iris bianchi che mi sono stati gentilmente donati dai miei vicini di casa: in pochi anni si sono almeno triplicati!

Iniziano a spuntare le foglie di iris 

Nascosta tra le altre piante del terrazzo per tenerla un po' più al riparo dal freddo, la delicatissima camelia Nuccio's Pearl per il secondo anno si riempie di boccioli: riusciranno a sbocciare? La tengo d'occhio!

Boccioli di camelia Nuccio's Pearl


mercoledì 4 febbraio 2015

Prima e dopo: il giardino dopo le potature (seconda parte)

Ultimi prima e dopo delle potature in arrivo!
La prime immagini riguardano la rampicante moderna Clair Matin: sono insoddisfatta del risultato perché mi sono accorta che quest'estate mio padre ha tagliato tutti i rami nuovi bassi che volevo sfruttare per darle una forma a cespuglio. Tra vent'anni ce l'avrò fatta a sistemarla?!?!

La rampicante moderna Clair Matin prima e dopo la potatura

Passo alla Pierre de Ronsard, la celeberrima rampicante della Meilland dai fiori bianchi bordati di rosa: come per la vicina Clair Matin non esiste più il suo supporto

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