lunedì 16 giugno 2014

Aneddoti familiari in memoria del melograno

Un frutto del mio melograno dello scorso anno
Non credo di essere l'unica ad aver vissuto questa sgradevole esperienza "giardinicola": una vecchia pianta che ha superato mille tempeste all'improvviso muore. Mi è successo quest'anno e la vittima è illustre: si tratta del melograno di fronte all'ingresso di casa.  
E' un vero peccato! Il melograno è un albero di dimensioni contenute dato che non supera i 5/7 m e perciò adatto a piccoli giardini come il mio: non dovevo capitozzarlo, come fa il mio vicino con i suoi alberi magnifici ma troppo
grandi, e non faceva ombra su una porzione molto ampia di terreno.
I fiori del melograno sembrano di carta velina stropicciata
Il mio melograno era un vero e proprio sopravvissuto: era una delle poche piante che non era stata eliminata quando il giardino è stato rifatto una decina di anni fa
Cresciuto sempre rigoglioso, questa primavera invece ha messo le foglie solo su un quarto dei rami.  Gli altri sono tutti morti  senza un perché! Mia nonna sostiene che sia stato colpito da un fulmine... Chissà!  
Più che per i frutti, che regalavo in giro a parenti e amici, quell'albero aveva un valore affettivo: lo aveva piantato mio nonno! 
Oggi, comunque, è stata presa la sofferta decisione di tagliarlo: dopo il glicine se ne va un altro pezzo storico del giardino! 


Il mio melograno lo scorso anno
Il problema più grosso che ci ha dato in questi anni ha riguardato la forma della sua chioma: inizialmente, infatti, l'albero cresceva solo su un lato, verso la casa. C'era il pericolo che i frutti cadessero in testa a qualcuno o sull'auto posteggiata lì sotto. Sarà stato anche storto ma era di uno storto raffinato: a me ricordava gli alberi delle vecchie stampe giapponesi o la forma di certi bonsai... Ad ogni modo il resto della famiglia non è stato altrettanto romantico e ha voluto che il melograno fosse " raddrizzato".
In quell'occasione mio padre si è spacciato per esperto potatore, ha preso una scala e si è messo a tagliare i rami a suo gusto: quando ho visto quello che aveva combinato pensavo di restarci secca! In pratica aveva tagliato tutta la chioma pari, come se fosse stata una siepe! Era una cosa inguardabile! 
Lui invece era soddisfattissimo del suo lavoro e di fronte alle mie critiche mi ha gettato il guanto della sfida: chiedere a  Luigino (il suo giardiniere di fiducia per la potatura degli alberi) se il suo taglio era fatto a regola d'arte oppure no. Sfida accettata, naturalmente! 
Quando Luigino è arrivato mio padre sfoggiava un sorriso a trentadue denti: credeva di avere la vittoria in tasca! Che amara sorpresa sentir commentare il suo lavoretto con uno sconsolato "Vediamo come si può recuperare!!!"... Grasse risate per me e tremendo sconforto per il povero babbo, che ha cambiato repentinamente la sua espressione da "tronfio signore delle cesoie" a "scolaretto spedito dietro la lavagna"! Ancora oggi questa sua prestazione artistico-botanica è motivo di celia nei suoi confronti! 
Nonostante il baldo Luigino abbia fatto del suo meglio ogni anno per restituire al melograno un aspetto naturale, guardandolo bene era facile distinguere a che altezza aveva effettuato il suo fenomenale taglio mio padre!
E adesso che il melograno non c'è più cosa si farà? Metteremo qualcosa al suo posto o opteremo per il vuoto? E' ancora tutto da vedere!


Un frutto rimasto tra i rami spogli durante una plumbea giornata invernale


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