giovedì 16 aprile 2015

Primavera al Castello di Duino

La primavera è la mia stagione preferita per un sacco di ragioni: non solo perché la natura si risveglia e il giardino cambia di giorno in giorno, ma anche perché, dal momento che lavoro molto d'estate, questo è il mio ultimo periodo di libertà. Lunedì scorso, quindi, ho approfittato di una di queste giornate libere e ho visitato il castello di Duino, lungo la costa friulana. 
Il castello si trova sulla sommità di uno sperone roccioso da cui si gode di un panorama mozzafiato che spazia da Aquileia a Trieste e oltre.
Lo scorcio più affascinante, però, secondo me, è quello sui resti della vecchia Rocca.


Ecco qualche verso ispirato al famoso poeta Rainer Maria Rilke dai panorami duinesi:

"Oh Nettuno del Sangue, 
oh solitario tridente.
Oh l'oscuro alito del suo petto
di nodosa conchiglia.
Origlia, come la notte in sè 
scava e sprofonda. "

Non starò qui a parlare degli interni del castello di Duino, pure molto interessanti (un po' nello stile del castello di Miramare più in piccolo) ma mi concentrerò come al solito sulla zona del parco. 
Accanto al castello si trova un giardino piuttosto ampio che si
sviluppa attorno a una grande fontana rettangolare, con una piccola statua al centro. Questa zona del parco è una vera e propria terrazza sul mare. A maggio sarà di certo ancora più bella perché le rose che la decorano saranno tutte fiorite.


Il parco continua con una serie di terrazzamenti uniti da strette scale di pietra che scendono verso il mare. Quando ci sono andata io quest'area non era completamente visitabile: non so se sia sempre così o se fosse perché in quel momento stavano sistemando alcune aiuole nella zona più bassa. 





Tutto attorno al castello corrono stradine affiancate da fiori o alberi affacciate sul mare che conducono a diverse terrazze panoramiche. La terrazza più famosa è quella in cui nel 1912 il poeta ceco Rainer Maria Rilke, ospite dei principi Della Torre e Tasso, iniziò la raccolta "Elegie duinesi".  Poco distante dal castello esiste anche un sentiero panoramico che costeggia la Riserva naturale delle Falesie con il nome del poeta. Il sentiero offre una bella vista sul castello, ma a quanto ho letto attualmente non è percorribile.  
Il colpo d'occhio sul parco, dunque, è certamente d'effetto, ma non ho trascurato di osservare anche i particolari. 
Innanzitutto ho trovato anche qui i miei iris preferiti: questi non crescono nel giardino vero e proprio ma lungo lo strapiombo all'uscita del bunker della seconda guerra mondiale che si sviluppa al di sotto del castello. Come avrei voluto mettermi un paio di rizomi in borsa...  Fortunatamente la mia coscienza mi impedisce  di farlo.  


Sul muro in prossimità della terrazza più a oriente ho notato l'inizio della fioritura di una rosa banksiae alba: completamente in fiore deve essere un incanto! La banksiae lutea del mio giardino, invece, non ha ancora prodotto neanche mezzo fiore!


Alzando lo sguardo verso  l'entrata del castello si vedono queste mastodontiche agave accompagnate da alberi e altre piante, come camelie rosse (già in fase di sfioritura) e kerrie gialle. 


Gli alberi ancora spogli che affiancano il camminamento lungo il castello offrono un interessante contrasto di colore con quello del mare e dei fiori primaverili.


Sui muri dei terrazzamenti il colore è dato non solo da rampicanti (rose,  glicini,  viti americane...) ma anche da piccole piante che si inseriscono tra gli interstizi dei massi.


Anche se il parco non è molto esteso, è certamente gradevole: è elegante e comunica un grande senso di naturalezza e freschezza. La cornice data dalla costa con il suo susseguirsi di golfi, poi, lascia a bocca aperta! E' sicuramente un luogo da visitare se si passa da queste parti!

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