lunedì 1 luglio 2013

Bocche di leone e ricordi d'infanzia

Da piccolissima la mia pianta preferita dell'allora orto-giardino dei nonni era senza ombra di dubbio la Bocca di leone, nome comune dell'Antirrhinum majus. A mio parere una delle cose più belle dell'infanzia è la capacità di divertirsi per ore con un semplice bastoncino o una pietruzza colorata che la fantasia riesce a trasformare in tanti oggetti diversi e portentosi: io  ad esempio mi divertivo a strappare i fiori dalle spighe delle Bocche di leone  per poi premerli ai lati e farli ruggire spaventosamente...
Sull'onda di questi ricordi diversi anni fa ho reintrodotto queste annuali nel giardino e le ho seminate a terra. In seguito le ho dovute eliminare perché troppo disordinate: le spighe diventavano altissime e al primo accenno di vento si prostravano antiesteticamente a terra. Siccome ci tenevo ad averle, ho seminato gli  Antirrhinum dentro un paio di vasi di coccio che tengo ora accanto alla fontana per coprire un tombino. Ogni anno si riseminano da soli e spuntano di colori sempre diversi. Riempiono egregiamente i due vasi rendendoli allegri in questo periodo in cui nel resto del giardino si vedono poche fioriture.




Caratteristiche



L'Antirrhinum , detto volgarmente Bocca di leone, è una pianta annuale e tuttavia molto rustica, almeno qui da me nella pianura veneta. Originario dei paesi affacciati sul Mediterraneo, il suo nome scientifico deriva dal greco e significa "naso", una delle cose che può ricordare la forma del suo fiore.



- Esposizione



Pieno sole.



- Fioritura



Da maggio a settembre


- Fiori e foglie



La parte più interessante dell'Antirrhinum è costituita dalle sue spighe fiorite, che possono essere più o meno alte a seconda della varietà.  
Quelle che avevo in giardino da bambina erano alte meno di una cinquantina di centimetri mentre quelle che ho adesso sono alte più del doppio se coltivate a terra: in vaso restano più basse. 
Ciascun fiore è lungo circa 5 cm e ne esistono di moltissimi colori: le piante, ibridandosi tra loro molto facilmente, produrranno probabilmente ogni anno qualche nuovo Antirrhinum con una sfumatura di colore mai vista negli anni precedenti.
Una volta sfioriti i fiori si formano i frutti, che sono delle capsule "croccanti" piene di minuscoli semini neri che possono fuoriuscire dai buchi che si trovano sulla sommità del frutto stesso.
Le foglie della pianta sono piccole e allungate, esteticamente poco attraenti. 
Il fusto, infine, tende a lignificare alla base ma la pianta sparisce del tutto d'inverno. 

I vasi di bocche di leone nel 2007
- Riproduzione

Le Bocche di leone sono di facilissima coltivazione. Danno subito soddisfazione perciò sono ottime per chi inizia a cimentarsi con il giardinaggio, per i bambini o per chi crede di avere il pollice nero. 
Le Bocche di leone si possono seminare in primavera direttamente a terra o in vaso e hanno un'altissima percentuale di germinazione
Negli anni successivi alla prima semina probabilmente non sarà  nemmeno più necessario seminarli perché si arrangeranno da soli: coi miei funziona così!

- Esigenze 

Le Bocche di leone non sono assolutamente piante esigenti neanche se tenute in vaso: con i miei Antirrhinum in vaso posso permettermi di non innaffiare quasi mai. 
Non amano in ogni caso i ristagni d'acqua ma preferiscono piuttosto un po' di siccità.

- Utilizzi

Le Bocche di leone stanno bene sia a terra che in vaso: a me forse piacciono addirittura di più in vaso. In un terrazzo, infatti, danno un tocco un po' campestre e vintage. 


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