giovedì 23 giugno 2011

"Testamento di un giardiniere" di Gertrude Jekyll: la maestra mi ha bocciata!

Gertrude Jekyll (1843-1932) con il gatto
Ebbene sì, ho finalmente letto "Testamento di un giardiniere" della famosissima giardiniera inglese Gertrude Jekyll, che fu in attività tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo! Avevo una gran voglia di leggere questo libro per farmi un'idea più precisa e personale sulle sue citatissime teorie. Ho comprato questo libro lo scorso anno ma non mi sono mai trovata nel giusto spirito per leggerlo: sebbene sia scorrevole non è, comunque, un romanzo d'avventura! Si tratta di un insieme di articoli che riguardano svariatissimi argomenti, dalla storia del giardinaggio in Gran Bretagna, agli esempi di bordura mista e di come organizzare spazi particolari in grandi giardini. 
Ho scoperto che la Jekyll era una aspirante pittrice che aveva dovuto rinunciare alla sua passione per via di grossi problemi di vista, e che i fiori e le piante erano diventati una nuova tavolozza e dei nuovi pennelli: creare un giardino era per lei come creare un quadro, una vera e propria opera d'arte, e proprio per questo applicava le teorie dei colori della pittura all'organizzazione degli spazi verdi a lei affidati.  
Il giardino progettato da Gertrude Jekyll per Charles Holmes nel 1908 nell'Hampshire
E' difficile ricavare dal "Testamento di un giardiniere" delle applicazioni su giardini piccoli come il mio, perché la Jekyll si rivolge ai parchi delle grandi ville di campagna, ma qualche dritta si può ugualmente rintracciare. Innanzitutto sono interessanti gli elenchi di combinazioni di erbacee per le bordure miste: anche se il clima inglese e quello italiano sono molto differenti,  può essere utile ispirarsi agli insiemi di colori e forme consigliati dalla Jekyll e ripensarli con l'utilizzo di piante simili a quelle per forma e colore ma più adatte al nostro clima. Ci vuole pazienza, ma credo sia proprio possibile!
Dopo tre capitoli sui giardini d'acqua che hanno avuto per me decisamente poco appeal, mi sono trovata in grande imbarazzo dopo aver letto quello dedicato alle pergole. Devo ammettere una volta di più che di  giardinaggio ho da imparare ancora davvero molto! La maestra insegna che i materiali da preferire sono il legno e i mattoni e aggiunge:  
"Naturalmente è possibile costruire una pergola usando stecche  in ferro piatte per gli archi  e barre e fili di sostegno sempre in ferro per la parte superiore; tuttavia il ferro è il materiale meno consigliabile e il meno adatto alle piante; in alcuni casi, poi, il contatto diretto col metallo freddo è addirittura dannoso."
E la mia pergola con le rose in che materiale è costruita? In ferro, naturalmente!!! La povera Gertrude si starà rigirando nella tomba!!!

Gertrude Jekyll che raccoglie le carote novelle in uno
stupendo disegno dell'illustratore Greg Becker
Il libro:

Jekyll G., "Testamento di un giardiniere", Franco Muzzio Editore, 2005.  

2 commenti:

  1. ma sai che l'ho letto taaaaantissimo tempo fa e non ricordavo questi particolari??? La mia pergola con le rose è in legno, non tanto per il freddo ma per il caldo, d'estate sotto il sole italiano è un disastro.. mica siamo nell Isola di Smeraldo^^.
    Ti mando un bacione e buona notte di San Giovanni!

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