lunedì 8 maggio 2017

A volte ritornano: la rosa a scopettone

Come il peggiore degli incubi, eccola riproporsi sotto nuove spoglie: l'agghiacciante rosa a scopettone. Foglie solo sulla punta dei rami, base completamente spoglia.... Verrebbe voglia di sradicarla, risvoltarla e usarla per spazzare il cortile. Mi bruciano gli occhi a guardarla.

Stavolta a travestirsi da scopa di saggina non è come nel 2013 la rosa Gertrude Jekyll, che nel corso degli anni fortunatamente ha ritrovato la sua dignità, bensì l'insospettabile gallica Charles de Mills. Oltre al danno la beffa, insomma, perché è una delle rose più belle in mio possesso.

Charles de Mills durante una fioritura degli anni scorsi
Io non voglio essere la solita sofistica, ma mi sorge il dubbio che sia ancora una volta questione di potatura. Ero molto soddisfatta del mio sostituto di quest'anno ma ad un'analisi più attenta non sono più così certa della bontà suo lavoro. Ho trovato un sacco di rami secchi su questa e su altre rose (in particolare, oltre alla Charles de Mills, sulla Jude the Obscure, sulla Centifolia e sulla Tuscany Superb) e mi pare che tutte quante le rose siano più vuote del solito alla base. I rami secchi andavano eliminati in corso di potatura, c'è poco da discutere: ecco perché il mio nuovo giardiniere è stato così veloce a far tutto...  
Credo proprio che seguirò il consiglio che mi ha dato questa primavera un'amica e comincerò anch'io a potare le rose in autunno, in modo da aver più tempo per portare il lavoro a termine e potermi arrangiare da sola. Se una rosa deve diventare uno sgorbio preferisco che sia colpa mia!
Comunque spero che una volta fiorita il difetto si noti un po' di meno...

 

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