domenica 1 luglio 2012

Nella campagna veneta delle Ville palladiane: Villa Barbaro e Villa Emo

Oggi quando ci si vuol godere l'estate si va al mare, ma un tempo non era affatto così: nel XVI secolo i nobilotti veneziani d'estate se ne andavano nelle loro ville nell'entroterra, in campagna, a mangiare sorbetti e passeggiare nei giardini, col cinguettio degli uccelli nelle orecchie... 
Io ho seguito le loro orme e nel mio giorno libero dal lavoro sono andata a visitare due incantevoli ville venete in provincia di Treviso progettate da Andrea Palladio: Villa Barbaro a Maser, celebre per gli affreschi di Paolo Veronese e Alessandro Vittoria, e Villa Emo a Fanzolo di Vedelago, affrescata da Giovanni Battista Zelotti.  Sono state entrambe inserite nell'elenco dei siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco: vale la pena visitarle, insomma!
C'è un'iniziativa interessante per chi visita queste due ville e la gipsoteca di Canova a Fasolo, il Museo civico di Asolo o il museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto: se si acquista un biglietto intero per uno di questi cinque posti si riceve un biglietto scontato per gli altri quattro. Basta presentarsi con il coupon  denominato "Isola dei musei" (valido fino a fine anno) che ti consegnano
A differenza di Villa Pisani, che ha un parco immenso in cui si potrebbe passare un giorno intero, il bello di queste ville sta negli affreschi all'interno più che  all'esterno. Ciò nonostante  il legame tra ville e ambiente circostante è strettissimo anche per Villa Barbaro e Villa Emo. L'interno di entrambe  è pieno di affreschi che rimandano senza sosta alla natura: fiori, frutta, paesaggi... La campagna esterna sembra entrare continuamente all'interno delle stanze, in un perpetuo gioco di finti gazebi, pergole traboccanti d'uva e animali...
Ecco per prima Villa Barbaro, a Maser! 


Villa Barbaro


La Villa è stata progettata da Palladio attorno alla metà del Cinquecento per i nobili veneziani Daniele e Marcantonio Barbaro in mezzo a una loro tenuta agricola. 
L'interno è stato decorato da Paolo Veronese, mentre statue e stucchi sono opera di Alessandro Vittoria. 
Di fronte alla facciata si estende un grande prato all'inglese e su un lato pascolano un paio di cavalli (non socievoli)...  
All'interno non si possono fare fotografie, ma su un bel libro di storia dell'arte se ne possono trovare sicuramente! Non potendo immortalare l'interno mi sono scatenata sugli esterni!






Dall'interno della Villa è possibile ammirare anche uno stupendo ninfeo: purtroppo non ci si può passeggiare! 

Ninfeo di Villa Barbaro

Quello che non si trova nei libri sono le foto dei fiori della grande rosa Mermaid che si arrampica su un lato della villa e quella della barchessa ricoperta dai tralci di una bellissima rampicante arancione...

Rosa Mermaid che si arrampica su un lato di Villa Barbaro

Barchessa di Villa Barbaro



La seconda Villa che ho visitato è Villa Emo
Villa Emo è un'altra villa-fattoria progettata da Palladio ispirandosi all'architettura classica  e fu costruita tra il 1557 e il 1560 per desiderio di Leonardo Emo. 
Favolosa la decorazione degli interni e del vestibolo esterno (che ho potuto fotografare) di Giovanni Battista Zelotti, ispirata alle "Metamorfosi" di Ovidio: interno ed esterno si fondono come a Villa Barbaro in maniera raffinata.

Panoramica di Villa Emo

Ho trovato molto gradevole l'accostamento tra edere vere nei vasi sui balconi e festoni fioriti dipinti:


Tralci veri e tralci finti si affiancano in maniera raffinata

Festoni fioriti dipinti circondano porte e finestre


Demetra, dea dell'agricoltura, dipinta sopra la porta del vestibolo: quale migliore divinità per un villa  di campagna?
Zeus fingendosi la dea Diana seduce Callisto


Giunone trasforma Callisto in un'orsa dopo aver scoperto di essere stata tradita   da Zeus per l'ennesima volta... La trasformazione è già iniziata: la mano di Callisto è già quella di un'orso!

Interni di Villa Emo e, sullo sfondo, un lungo viale alberato 

Il parco di Villa Emo è decisamente più grande di quello di Villa Barbaro, con grandi prati, un boschetto con piccoli sentieri e qualche grande albero isolato, come la gigantesca magnolia fiorita (e profumatissima) dell'ultima foto: mi chiedo come sia possibile che tanta gente cerchi di piantarne una se ha un giardino di due metri per due per poi capitozzarla dopo una manciata di anni! Gli alberi grandi stanno bene nei parchi o nei giardini grandi! Solo così posso dare il massimo! Ci sono tanti begli alberi piccolini... Basterebbe solo informarsi o, a volte, guardarsi semplicemente intorno!

Magnolia grandifllora  del parco (e io)

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