venerdì 26 settembre 2014

Giardini storici andalusi (Prima parte): i giardini pensili del Palacio del Rey Moro a Ronda

Finalmente è iniziato l'autunno! 
Questa è una stagione che amo almeno quanto la primavera per i suoi colori e profumi: i gialli e i rossi accesi delle foglie che iniziano a cadere, il profumo di muschio e di funghi... 
Per la sottoscritta c'è un motivo in più per amare questo periodo dell'anno: disporrò di nuovo di abbastanza tempo per potermi dedicare al giardinaggio! 
In effetti ho già in mente qualche piccolo progetto: per scaramanzia non ne parlerò... La pigrizia, che al momento è la mia peggior nemica, potrebbe affossarli!
Per festeggiare l'inizio di questa stagione, che spero sia meno piovosa dell'estate, e le vacanze che anch'io comincio a intravedere all'orizzonte, ho deciso di tornare a scrivere di giardini storici. E' da un po' che non lo faccio! Sarà un'occasione per ricordare il mio viaggio dell'anno scorso in Andalusia, tra paesaggi bruciati dal sole e rigogliosi giardini in stile arabo. 
I primi giardini che ho visitato sono stati i giardini pensili del palazzo del Rey Moro a Ronda.

Panorama da Ronda: la città è divisa in due da questa incredibile spaccatura, sul cui fondo scorre il fiume Guadalevìn
Ronda è una cittadina famosa innanzitutto per il suo
imponente ponte romano, il Ponte Nuevo, che unisce le due parti dell'abitato divise dal tajo, un impressionante strapiombo sul fondo del quale scorre il piccolo fiume Guadalevin. 
Ronda è anche la cittadina nella quale è ambientato il celebre romanzo di Ernest Hemingway "Per chi suona la campana", che avevo letto proprio poco tempo prima di partire. Per me è stato particolarmente emozionante passeggiare davanti all'ex Municipio cittadino, ora trasformato in Parador di lusso, e al dirupo che gli sta di fronte: entrambi sono rievocati nel romanzo e sono due veri e propri protagonisti silenziosi delle vicende. E' un libro impegnativo ma che consiglio!

Il Ponte Nuevo e, in alto a sinistra, l'ex municipio di Ronda

Torniamo però all'argomento principale! La cittadina nasconde anche un altro piccolo gioiello: i giardini del settecentesco palazzo del Rey Moro, monumento nazionale dal 1943. 
Lo scorso autunno il palazzo non era visitabile perché ancora semi diroccato: erano appena cominciati i lavori di restauro che lo riporteranno all'antico splendore. Ad ogni modo, anche se involontariamente, l'aspetto decadente della costruzione conferiva ai giardini un'atmosfera letteralmente romantica.

Al palacio del Rey Moro stanno cominciando i restauri

I giardini pensili furono disegnati su incarico della marchesa di Parcent da un famoso paesaggista francese, Jean Claude Nicolas Forestier, nel 1912.  
La loro struttura è tutt'ora quella originale e anche le piante presenti sono quelle scelte dal progettista: tra di esse spiccano palme, allori, cedri, oleandri e mirti.
Forestier è considerato un rinnovatore dell'arte del giardinaggio: egli riscoprì l'importanza della struttura ispano-musulmana dei giardini andalusi e la ripropose non solo in questo caso ma anche nel parco di Maria Luisa a Siviglia.
I giardini del Palacio del Rey Moro si sviluppano su diversi piani, ovvero cavità all'interno della montagna ai cui piedi scorre il fiume Guadalivìn.    
Dalla zona di giardino più ampia si può godere di un magnifico panorama sull'assolata campagna che circonda Ronda.      

Ronda: giardini del palazzo del Rey Moro e panorama sulle colline circostanti
Nei giardini si mescolano elementi europei, come il piccolo pozzo dalle colonne di pietra in stile dorico, ed elementi arabi, come le fontane dalle quali fuoriescono piccoli canali che trasportano l'acqua lungo i sentieri lastricati.

Grande fontana nella parte più ampia dei giardini con il palazzo sullo sfondo
Come in tutti i classici giardini andalusi abbondano le piante in vaso: vengono poste lungo le stradine che li percorrono, sui muretti e, soprattutto, sui bordi rialzati delle immancabili fontane. Altro elemento tipico, che anche qui non manca, è la presenza di azulejos colorati: essi sono tradizionalmente inseriti nella pavimentazione di argilla cotta o sono usati per ricoprire panche di pietra o decorare pareti come degli affreschi... 

Terrazzamento superiore con fontana in stile arabo

Ronda: giardini del palazzo del Rey Moro: l'acqua fuoriesce dalla fontana e attraversa il giardino in un piccolo canale
Gazebo nella parte più alta dei giardini con panchine decorate da maioliche blue e gialle
Dalla zona più bassa dei giardini, infine, si può accedere a una scala a spirale che porta un centinaio di metri più in basso, direttamente sul fondo del tajo.  
Questa cavità è chiamata mina de agua e in epoca araba serviva probabilmente all'approvigionamento dell'acqua. Al suo interno si trovano diverse stanze che nel corso dei secoli furono usate anche come granaio e deposito di polvere da sparo.
Gli oltre duecento scalini sono umidi e scivolosi ma è valsa la pena di affrontarli. Arrivati al fiume si può godere di due spettacoli: i colori caraibici del Guadalivin e una inusuale vista di Ronda dal basso. 
Un'ultima curiosità. L'acqua del fiume era continuamente animata da migliaia di insetti che ci camminavano sopra con le loro lunghe zampe... Quelle che dalle finestre all'interno della mina sembravano gocce di pioggia che cadevano sull'acqua altro non erano che il risultato dei loro instancabili equilibrismi! 
Alla prossima puntata!

Interno della  "mina"

Vista su Ronda dal fondo della mina del palazzo del Rey Moro: le acque fiume Guadalivin hanno colori caraibici



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