Rieccomi! Questo periodo dell'anno mi vede completamente assorbita dal lavoro: il tempo per scrivere è davvero poco! Oggi, però, sono riuscita a ritagliarmi un momento libero da dedicare al mio buon vecchio blog!
Ho recentemente ritrovato l'immagine che mi ha ispirata quando ho creato l'archetto fiorito che c'è nel mio giardino, così la condivido:
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| Frith Lodge (fotografia di John Glover) |
Questo è un angolo del giardino del Frith Lodge, nel Sussex, in Gran Bretagna. Sull'arco si arrampicano una rosa New Dawn (che io ho sostituito con una Kathleen perchè avevo l'impressione che la New Dawn fosse troppo grande per il mio archetto) e una clematis Ville de Lyon (che ho anch'io). Sotto la panca ci sono delle piante di Alchemilla mollis (che non ho mai osato piantare lì per via del sole a picco), di lato dei geranium e dietro delle Euphorbie (entrambi copiati!).
Il mio risultato purtroppo è un bel po' distante dal modello, ma l'importante è provarci e divertirsi... Mi ricorda un po' quando a scuola ti fai passare il compito dal compagno di banco e poi lui prende 8 e tu 4... Che imbarazzo!
| La mia Clematis Warszawska Nike |
L'universo delle clematis non è meno variegato di quello delle rose: le possibilità di scelta sono notevoli e di conseguenza anche le difficoltà nel muoversi in questo intricato labirinto floreale....
C'è un articolo sulle clematis che per completezza è secondo me il migliore in assoluto (ecco il link); lungi dal voler competere farò un riassuntino che mi potrà essere utile per eventuali nuovi acquisti!
Io ho posseduto quattro tipi di clematis: una Ville de Lyon, una Warszawska Nike, una Nelly Moser e una montana rubens. Quest'ultima è morta improvvisamente a pochi mesi di distanza da quando la ho piantata: ci sono rimasta molto male perché era cresciuta un sacco e aveva fatto tantissimi fiori! Poi, letteralmente da un giorno all'altro, si è seccata completamente e in maniera irrecuperabile. La Ville de Lyon e la Nelly Moser si arrampicano su un archetto la prima e su un basso graticcio la seconda. La Warszawska Nike, infine, è quasi invisibile dietro la gigantesca rosa Golden Celebration e cresce libera un po' strisciando e un po' arrampicandosi sui rami più bassi della rosa.
Al mio primo approccio con le clematis, dopo aver scoperto la loro suddivisione in tre gruppi in base al loro periodo di fioritura, mi sono chiesta: che tipo di corolla può avere una clematis? Quali colori ci sono a disposizione?
Di seguito, dopo un'inquadratura generale sui tre gruppi nei quali si suddividono le clematis, risponderò a queste domande per principianti come me!
C'è un articolo sulle clematis che per completezza è secondo me il migliore in assoluto (ecco il link); lungi dal voler competere farò un riassuntino che mi potrà essere utile per eventuali nuovi acquisti!
Io ho posseduto quattro tipi di clematis: una Ville de Lyon, una Warszawska Nike, una Nelly Moser e una montana rubens. Quest'ultima è morta improvvisamente a pochi mesi di distanza da quando la ho piantata: ci sono rimasta molto male perché era cresciuta un sacco e aveva fatto tantissimi fiori! Poi, letteralmente da un giorno all'altro, si è seccata completamente e in maniera irrecuperabile. La Ville de Lyon e la Nelly Moser si arrampicano su un archetto la prima e su un basso graticcio la seconda. La Warszawska Nike, infine, è quasi invisibile dietro la gigantesca rosa Golden Celebration e cresce libera un po' strisciando e un po' arrampicandosi sui rami più bassi della rosa.
Al mio primo approccio con le clematis, dopo aver scoperto la loro suddivisione in tre gruppi in base al loro periodo di fioritura, mi sono chiesta: che tipo di corolla può avere una clematis? Quali colori ci sono a disposizione?
Di seguito, dopo un'inquadratura generale sui tre gruppi nei quali si suddividono le clematis, risponderò a queste domande per principianti come me!
A) Scegliere la propria clematis: il gruppo di appartenenza
Le clematis non solo hanno una grande varietà di forme e dimensioni, ma anche periodi di fioritura diversi. E' utile quindi non limitarsi a scegliere la propria clematis in base al colore e alla forma, ma sapere anche a quale gruppo essa appartenga per essere certi che siano le più adatte alle esigenze del proprio giardino.
- Gruppo 1
* Periodo di fioritura: fioriscono in primavera o nel tardo inverno e hanno fiori di piccole dimensioni.
* Potatura: dopo la fioritura si eliminano i rami di troppo nel caso la pianta di sia sviluppata eccessivamente.
- Gruppo 2
* Potatura: fioriscono sia sul legno vecchio che su quello nuovo. Quando iniziano a ingrossarsi le gemme si taglia fino alle prime due vigorose.
- Gruppo 3
* Potatura: fioriscono sui rami dell'anno, perciò si potano all'altezza delle prime due gemme che escono dal terreno.
B) Le forme
A) Grandi fiori:
Ormai si trovano spesso anche nei supermercati e nei piccoli garden center, ma le clematis non sono solo questo!
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| Clematis Carnaby (Foto: Vivaio "La Campanella") |
B) Quattro petali:
La Clematis montana rubens mi è rimasta nel cuore! Magari ci riproverò!
| La mia Clematis Montana Rubens (defunta) |
Bellissime ma si vedono così poco in giro, purtroppo!
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| Clematis a fiore doppio Arctic Queen (Foto: vivaio Anna Peyron) |
D) A campanella/tulipano:
Favolose! Ne devo avere una, prima o poi! Le campanelle hanno forme diversissime tra loro! Sembrano i fiori delle illustrazioni dei libri di fiabe!
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| Clematis Addison (Foto: vivaio Anna Peyron) |
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| Clematis fasciculiflora (Foto: vivaio Anna Peyron) |
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| Clematis texensis Pagoda (Foto: vivaio Anna Peyron) |
C) I colori
La varietà di colori delle clematis è sterminata: è quindi possibile trovare quella giusta da accostare a qualsiasi altra pianta o a qualsiasi muro colorato: ecco qualche esempio!
A) BIANCO: per chi ama i fiori dal fascino un po' glaciale...! La clematis a fiori doppi della foto qui sotto, con quei tocchi di verde acido e viola scuro, è una delle mie preferite!
B) ROSA: nonostante in generale io non ami il rosa, non posso negare che questo colore in giardino non può mancare! La clematis Nelly Moser, con i suoi colori da lecca lecca, è stata uno dei miei primi acquisti! ![]() |
| Clematis florida Sieboldii (Foto: vivaio "La Campanella") |
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| Clematis a fiore doppio Josephine (Foto: vivaio Anna Peyron) |
| La mia Clematis Nelly Moser |
C) GIALLO: ho scoperto che esistono clematis gialle durante la tappa al Dunvegan Castle di un viaggio in Scozia, dove mi sono innamorata di questa clematis qui sotto: giallissima! Credo sia una texensis! Me la vedrei bene a casa anche questa...
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| Clematis che ho fotografato nei giardini del castello di Dunvegan, in Scozia |
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| Clematis Madame Julia Correvon (Foto: vivaio Anna Peyron) |
| La mia Clematis Ville de Lyon |
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| Clematis a fiore doppio Multiblue (Foto: vivaio Anna Peyron) |
F) VIOLA: un po' più dark! Anche questo dove lo metti, sta!
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| Clematis Etoile Violette (Foto: vivaio Anna Peyron) |
D) Il momento più importante per una clematis? L'impianto!
Queste sono le cose importantissime da ricordare!
1) Buca di impianto bella grande (50 x 50 x 50 cm) con cocci, lapilli o simili sul fondo (per evitare ristagni idrici), letame mescolato al terreno del fondo e terreno molto morbido come riempimento;
2) Prevedere che la base della pianta stia all'ombra e la parte alta al sole!
Da notare che l'unica clematis che non ho piantato così con cura è proprio quella morta, accidenti a me! Era anche la più bella...
Mi sono resa conto di una mia grossa mancanza! Non ho mai parlato di clematis! E' una rampicante che negli ultimi 2-3 anni mi pare abbia conosciuto una certa popolarità ! I tipi più comuni, ma non per questo meno belli, si trovano ormai non solo nei garden center ma anche nei supermercati. I prezzi stracciati che a volte questi negozi praticano rappresentano una buona occasione per fare la conoscenza di questa versatile e vigorosa pianta!
Ho intenzione di scrivere un bello schemino con le caratteristiche generali delle clematis ma per ora, dato che il tempo che ho è poco scriverò in particolare della mia Ville de Lyon! E' la prima clematis che ho acquistato ormai 4 anni fa!
CARATTERISTICHE
ORIGINI
La clematis Ville de Lyon è stata creata in Francia nel 1899 da Francisque Morel.
GRUPPO ( PERIODO DI FIORITURA)
Questa clematis fa parte del gruppo 3, quello al quale appartengono le clematis che fioriscono dall'estate fino all'autunno.
La prima fioritura della Ville de Lyon, che inizia solitamente nella prima metà di maggio, è la più abbondante ma fiori compaiono qua e là per tutta la stagione.
| Ville del Lyon e White Meidiland |
MISURE
La mia clematis Ville de Lyon, che si arrampica su un archetto insieme a una rosa, è lunga in questo periodo dell'anno circa tre metri e mezzo.
FIORI
I fiori sono grandi, con un diametro di una quindicina di centimetri e formati da sei petali.
Il colore è brillante: il fondo rosso ciliegia lascia spazio a un centro leggermente più chiaro, che sfuma verso il rosa scuro.
ESPOSIZIONE
Come tutte le clematis, anche la Ville de Lyon per crescere bella e sana ha bisogno di avere il piede (la parte più in basso) all'ombra e la testa al sole.
| Ville de Lyon e Kathleen |
POTATURA
Quelle del gruppo 3 sono le clematis che si possono tagliare più radicalmente dal momento che fioriscono sui rami dell'anno: si può potare all'altezza del primo paio di gemme sopra il terreno. La nuova crescita avverrà molto rapidamente!
RESISTENZA
La Ville de Lyon non mi ha mai dato nessun problema: con un buon impianto iniziale ho l'impressione che con le clematis si siano fatti tre quarti del lavoro! La Ville de Lyon, che è la clematis di cui ho più curato quest'aspetto, è sicuramente quella più rigogliosa, più duratura e sana tra le tre che possiedo.
ABBINAMENTI
La mia Ville de Lyon si accompagna a una rosa a fiore semplice rosa pallido che si chiama Kathleen.
Stupendo è l'abbinamento con un'altra rampicante, la New Dawn (fiore rosa chiaro semi doppio).
Anche con la bianca White Meidiland il colore della Ville de Lyon spicca molto bene: anche questo è secondo me un abbinamento elegante!
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Piantina 1: Il cambiamento che ho in mente riguarda quello che
ho indicato come Giardino B. Le parti in rosso, naturalmente, indicano la casa e le sue pertinenze.
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Fino allo scorso anno una stretta striscia di terreno retrostante il garage di casa e adiacente alla zona principale del mio piccolo giardino era adibita a orto; poiché, però, la siepe del vicino è cresciuta e non c'è più abbastanza sole per le verdure, questa striscia è stata convertita in semplice prato.
Quando quella zona era adibita ad orto non comunicava con il "Giardino B" ma avevo, anzi, pensato di creare una specie di muro vegetale che ne impedisse la vista. L'elemento principale di questa divisione era (ed è) costituita da un archetto ricoperto da una Clematis Ville de Lyon e da una rosa Kathleen di cui ho già avuto occasione di parlare. Sotto l'arco si trova una panca di legno alle cui spalle dovevano esserci due piante di Euphorbia. Le Euphorbie originarie sono morte, ma sono rimaste le loro "figlie", spostate più di lato rispetto alle prime.
Quando quella zona era adibita ad orto non comunicava con il "Giardino B" ma avevo, anzi, pensato di creare una specie di muro vegetale che ne impedisse la vista. L'elemento principale di questa divisione era (ed è) costituita da un archetto ricoperto da una Clematis Ville de Lyon e da una rosa Kathleen di cui ho già avuto occasione di parlare. Sotto l'arco si trova una panca di legno alle cui spalle dovevano esserci due piante di Euphorbia. Le Euphorbie originarie sono morte, ma sono rimaste le loro "figlie", spostate più di lato rispetto alle prime.
Passando davanti a questa zona in questi giorni mi è venuta un'idea bislacca: far rientrare nel giardino principale il vecchio orto.
Togliendo la panca (disegno 1) e aggiungendo delle piastre di pietra potrei collegare al vialetto circolare esistente (piantina 2) uno di nuovo che correrebbe lungo il retro dei magazzini fino a raggiungere il "Giardino C" (piantina 1). Tra il nuovo vialetto e la rete di recinzione che separa il mio giardino da quello dei vicini resterebbe poco più di un metro di terreno libero in cui potrei piantare (con molta calma) rose o, forse meglio, ortensie (disegno 2).
Nella zona retrostante l'arco ci sono alcune piante che dovrei spostare: un paio di Euphorbie e, soprattutto, la stupenda rosa Charles de Mills che ho comprato quest'anno! Mi secca trapiantarla proprio adesso che si è ambientata, ma è anche vero che ora come ora si trova in un posto in cui non si vede, mentre creando una nuova zona di passaggio godrebbe della visibilità che merita...
Ecco qualche disegno che descrive la situazione attuale e quella che potrei ottenere attuando i cambiamenti che ho pensato!
Togliendo la panca (disegno 1) e aggiungendo delle piastre di pietra potrei collegare al vialetto circolare esistente (piantina 2) uno di nuovo che correrebbe lungo il retro dei magazzini fino a raggiungere il "Giardino C" (piantina 1). Tra il nuovo vialetto e la rete di recinzione che separa il mio giardino da quello dei vicini resterebbe poco più di un metro di terreno libero in cui potrei piantare (con molta calma) rose o, forse meglio, ortensie (disegno 2).
Nella zona retrostante l'arco ci sono alcune piante che dovrei spostare: un paio di Euphorbie e, soprattutto, la stupenda rosa Charles de Mills che ho comprato quest'anno! Mi secca trapiantarla proprio adesso che si è ambientata, ma è anche vero che ora come ora si trova in un posto in cui non si vede, mentre creando una nuova zona di passaggio godrebbe della visibilità che merita...
Ecco qualche disegno che descrive la situazione attuale e quella che potrei ottenere attuando i cambiamenti che ho pensato!
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Disegno 1: La situazione attuale: sotto un arco ricoperto da una
clematis e una rosa si trova una panchina di legno con
Euphorbiae alle spalle
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Disegno 2: Secondo la mia nuova idea la panchina andrebbe
eliminata e si dovrebbe creare al di sotto dell'arco un
nuovo vialetto
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Ora mi sto chiedendo se valga davvero la pena mettere in atto questo progetto o se sia meglio lasciarlo rimanere nel Mondo delle Idee... Ho provato a darmi una risposta usando un metodo scientifico, un elenco di pro e contro...
Pro:
- il giardino avrebbe un aspetto più continuo;
- Le rose piantate dietro l'arco si vedrebbero molto di più se disposte lungo un vialetto;
- il fascino della novità ;
- il fascino della novità ;
Contro:
- dovrei cambiare il progetto originario della panca sotto l'arco fiorito: ma questo nuovo progetto è davvero migliore del primo?
- dovrei spostare alcune piante;
- dovrei comprare le lastre per il vialetto e questo infastidirebbe il mio portafoglio.
Cosa fare, quindi??? Nonostante il mio magico elenco non lo so proprio!!!
Oggi qui piove, ma io non mi abbandono al grigiore e mi crogiolo nella visione di qualche foto del mio giardino ancora baciato dai raggi del sole... Oggi punto la mia attenzione su una rosa pembertoniana non molto conosciuta ma che mi ha dato grosse soddisfazioni, Kathleen.
La rosa Kathleen è un ibrido di moschata che fu introdotto nel 1922 dal reverendo Joseph Hardwick Pemberton, un coltivatore di rose dilettante dell’Essex. Dopo essersi ritirato dal suo ministero di pastore anglicano, egli iniziò a ibridare rose ispirandosi alle rose della propria infanzia arrivando a vincere vari esposizioni nazionali.
Pemberton incrociò le sue creazioni con gli ibridi di tea del momento, denominando le sue nuove varietà “hybrid musk”. I nomi scelti per loro erano spesso quelli delle figlie o delle nipoti della propria famiglia, proprio come nel caso di Kathleen. Le rose di Pemberton più famose sono certamente Penelope, Cornelia e Felicia: le vorrei tutte!!!
CARATTERISTICHE
Se per quanto riguarda la larghezza tutti concordano sulla misura di 120-125 cm, sull’altezza che può raggiungere ci sono opinioni discordanti. La mia Kathleen raggiunge circa i 4 m.
Fiori
I fiori sono semplici, del diametro di circa 4-5 cm e sono riuniti in grappoli di 10 – 30 unità . Il colore dei petali, dalla riconoscibile forma a cuore, è rosa pallido, ma i boccioli si presentano color corallo. Gli stami sono grandi e dorati e fanno sembrare Kathleen una rosa selvatica. I fiori, che sembrano anche fiori di ciliegio ingigantiti, durano a lungo e non temono la pioggia.
La fioritura è abbondante e continua. Ai fiori seguono grandi bacche arancioni.
La fioritura è abbondante e continua. Ai fiori seguono grandi bacche arancioni.
Il profumo è muschiato e ben percepibile, anche se non intenso come quello della Golden Celebration o della Gertrude Jekyll.
Posizione e utilizzi
Solitamente Kathleen viene utilizzata come grande arbusto isolato o sul lato posteriore delle bordure, mentre io la ho impiegata come rampicante su un piccolo archetto in ferro.
ACCOSTAMENTI
Kathleen si trova nella zona più “pensata” del mio piccolo giardino: quest’angolo è ispirato, infatti, a un’immagine scattata dal fotografo inglese John Glover, in cui si vede una panchina di legno blu sovrastata da un archetto con clematis e rose.
Sul mio archetto si arrampicano una clematis Ville de Lyon, a sinistra, e la rosa Kathleen a destra. Sul davanti ho inserito due gruppi di Geranium sanguineum Elsbeth, mentre alle spalle della panchina si trovano due esemplari di Euphorbia Characias.
La clematis è affiancata da una rosa White Meidiland, che ne ombreggia il piede, mentre a destra di Kathleen ho piantato una rosa Gertrude Jekyll, che contrasta con la prima sia per numero di petali che per colore.
POTATURA
La potatura di questa rosa è stata per me una delle più difficili: avevo letto che se si sbaglia a tagliare la pianta va fuori controllo e diventa sgraziata, perciò mentre usavo le forbici mi venivano le caldane… Il problema, poi, era che tutte le indicazioni sulla potatura degli ibridi di moschata riguardavano le rose tenute ad arbusto e non usate come rampicante.
Le regole generali per potare un ibrido di moschata sono di assecondarne il portamento e ancorare i rami più lunghi a terra con la tecnica del pegging down. I getti nuovi non vanno mai tagliati perché è su di essi che la rosa fiorisce. Se li si deve tagliare per forza, bisogna scegliere i rami all’interno della chioma e non accorciarli a non più di 1/5 della loro lunghezza.
Ho seguito il più possibile questi consigli e per ora la forma della mia Kathleen regge, vedremo nel corso dell’estate! Non credo di poter ancora cantar vittoria!
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| Kathleen nel 2020 |
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| Il nido che si vede stando seduti sotto l'archetto |
Per finire non posso non parlare dell'ultima sorpresa che mi ha fatto ieri questa rosa: ho visto che tra i suoi rami si trova un nido di merli! Incredibile!!! Non sia mai detto che i merli hanno cattivo gusto! Posizione centrale, luogo fresco e profumato...!
Quest'anno il mio giardino pullula di fauna selvatica, insomma!!! Forse dovrò apporre sul cancello la scritta "Zoo"....!!!
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| Particolare della rosa Kathleen sul suo archetto |
Anche nei vivai più sprovvisti a volte si possono trovare dei gioiellini: questa rosa, che ho identificato in seguito come una White Meidiland, la ho trovata almeno cinque anni fa in un vivaio per acquirenti dal palato non troppo fine, in cui le rose sono classificate solo per colore e sono nel 99% dei casi ht dai colori chiassosi; tra di loro io e mia mamma abbiamo perciò facilmente notato questa rosa bianca che non somigliava a nessuna delle altre: l'aspetto era antico, il portamento allargato e le foglie dense fino alla base. Sebbene metà della pianta fosse morta, la abbiamo acquistata immediatamente e la nostra scelta non si è rivelata assolutamente sbagliata.
Caratteristiche
Questa rosa, creata nel 1987 dai Meilland, è sovente indicata come la migliore arbustiva bianca moderna.
- Fiori
I fiori bianco puro hanno un diametro di circa 8 cm con 60-70 petali disposti come nelle rose antiche. Essi sbocciano in mazzi da 3-5 fiori ciascuno e ricoprono completamente l'arbusto. I petali dei fiori resistono bene al sole, ma ho sperimentato che la W. M. si trova a suo agio anche a mezz'ombra.
- Profumo e rifiorenza
L'unico difetto che si può trovare alla W. M. è che non profuma, ma per aspetto e rifiorenza non ha davvero pari: regala fiori a profusione dalla primavera all’autunno inoltrato.
- Dimensioni e forma dell’arbusto
La W. M. ha un’altezza e una larghezza contenute (50-80 cm x 120 cm); il cespuglio si presenta compatto e tondeggiante, con la tendenza, tuttavia, a sparare rami lunghi. Questa caratteristica è particolarmente evidente quest'anno su una delle mie tre piante (una è la pianta madre e due sono sue talee), perché è stata sommersa dai geranium ed è, per così dire, alla ricerca di ossigeno... Si tratta di una rosa dalla vegetazione così fitta da renderla perfetta come tappezzante.
- Resistenza
La pianta è molto resistente alle malattie, ma piuttosto attraente per gli insetti: posso segnalare qualche problema con gli afidi (facilmente risolvibili) e, lo scorso anno, la presenza di argidi; quest'ultimo è stato il suo malanno più fastidioso: sia per W. M. che per Golden Celebration la scorsa estate ho dovuto procedere a un deciso taglio dei rami interessati dalla deposizione delle uova di questi insettacci, perdendo così del tutto la fioritura autunnale. Anche altre rose sono state interessate da questo problema, ma in maniera più leggera. Per ora sulla W. M. non ho ritrovato bruchetti: il problema ha riguardato nuovamente, però, la Golden Celebration di cui queste larve sono evidentemente golosissime. Il maggior fastidio è che per debellarli non si può procedere in altro modo se non col taglio dei rami infetti e l'uso di Confidor, che è un insetticida "violento" e che uso solo in casi di estrema necessità perché elimina anche gli insetti utili, come coccinelle, api, cimici ecc...
- Abbinamenti
Nel mio giardino due esemplari di W. M. sono posizionati ai piedi di un archetto sul quale si arrampica una clematis Ville de Lyon. In primo piano si trovano due piante di Geranium Sanguineum Elsbeth, che si insinuano tra i rami della rosa stessa creando un contrasto di colori e forme che io trovo molto gradevole (prima foto). A sinistra si trova una Stipa tenuissima e a destra, poco discosta, due euphorbie del tipo characias.
Il contrasto di colori (tra il bianco e i vari tipi di verdi, fino a quello acido dei fiori di euphorbia) e forme è molto elegante. La terza White Meidiland si trova in un'aiuola semi vuota a mezz'ombra: la ho posizionata in quel punto per illuminarlo con il suo bianco candido.
Questa rosa, creata nel 1987 dai Meilland, è sovente indicata come la migliore arbustiva bianca moderna.
- Fiori
I fiori bianco puro hanno un diametro di circa 8 cm con 60-70 petali disposti come nelle rose antiche. Essi sbocciano in mazzi da 3-5 fiori ciascuno e ricoprono completamente l'arbusto. I petali dei fiori resistono bene al sole, ma ho sperimentato che la W. M. si trova a suo agio anche a mezz'ombra.
L'unico difetto che si può trovare alla W. M. è che non profuma, ma per aspetto e rifiorenza non ha davvero pari: regala fiori a profusione dalla primavera all’autunno inoltrato.
- Dimensioni e forma dell’arbusto
La W. M. ha un’altezza e una larghezza contenute (50-80 cm x 120 cm); il cespuglio si presenta compatto e tondeggiante, con la tendenza, tuttavia, a sparare rami lunghi. Questa caratteristica è particolarmente evidente quest'anno su una delle mie tre piante (una è la pianta madre e due sono sue talee), perché è stata sommersa dai geranium ed è, per così dire, alla ricerca di ossigeno... Si tratta di una rosa dalla vegetazione così fitta da renderla perfetta come tappezzante.
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| La mia White Meidiland più giovane |
- Resistenza
La pianta è molto resistente alle malattie, ma piuttosto attraente per gli insetti: posso segnalare qualche problema con gli afidi (facilmente risolvibili) e, lo scorso anno, la presenza di argidi; quest'ultimo è stato il suo malanno più fastidioso: sia per W. M. che per Golden Celebration la scorsa estate ho dovuto procedere a un deciso taglio dei rami interessati dalla deposizione delle uova di questi insettacci, perdendo così del tutto la fioritura autunnale. Anche altre rose sono state interessate da questo problema, ma in maniera più leggera. Per ora sulla W. M. non ho ritrovato bruchetti: il problema ha riguardato nuovamente, però, la Golden Celebration di cui queste larve sono evidentemente golosissime. Il maggior fastidio è che per debellarli non si può procedere in altro modo se non col taglio dei rami infetti e l'uso di Confidor, che è un insetticida "violento" e che uso solo in casi di estrema necessità perché elimina anche gli insetti utili, come coccinelle, api, cimici ecc...
- Abbinamenti
Nel mio giardino due esemplari di W. M. sono posizionati ai piedi di un archetto sul quale si arrampica una clematis Ville de Lyon. In primo piano si trovano due piante di Geranium Sanguineum Elsbeth, che si insinuano tra i rami della rosa stessa creando un contrasto di colori e forme che io trovo molto gradevole (prima foto). A sinistra si trova una Stipa tenuissima e a destra, poco discosta, due euphorbie del tipo characias.
Il contrasto di colori (tra il bianco e i vari tipi di verdi, fino a quello acido dei fiori di euphorbia) e forme è molto elegante. La terza White Meidiland si trova in un'aiuola semi vuota a mezz'ombra: la ho posizionata in quel punto per illuminarlo con il suo bianco candido.
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| Charles de Mills e White Meidiland |
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| White Meidiland con alle spalle una Centifolia |


































